Lautaro, dopo il double e il titolo di capocannoniere c'è da invertire il trend con l'Argentina

Lautaro, dopo il double e il titolo di capocannoniere c'è da invertire il trend con l'ArgentinaTUTTOmercatoWEB.com
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 13:30News
di Alessandra Stefanelli

Lautaro Martínez è tornato in campo nell’ultima gara contro il Bologna, giocando circa un’ora dopo il doppio stop fisico che lo aveva tenuto ai box per diverse settimane. Un rientro graduale ma importante, che gli ha permesso di ritrovare ritmo proprio a ridosso degli impegni con la nazionale. Nonostante la pausa forzata, l’attaccante dell’Inter ha chiuso la stagione come capocannoniere della Serie A con 17 gol, confermandosi ancora una volta il punto di riferimento offensivo dei nerazzurri.

Come riportato dal Corriere dello Sport, ora l’attenzione si sposta completamente sulla nazionale argentina, dove si prepara a vivere una nuova competizione di alto livello. All’interno dello spogliatoio albiceleste la concorrenza è serrata, soprattutto con Julián Álvarez, con cui Lautaro condivide anche un forte rapporto di amicizia. I due si alterneranno verosimilmente nelle gerarchie offensive, offrendo soluzioni diverse al CT a seconda delle partite. Per Lautaro, però, si tratta anche di un’occasione personale importante, utile a lasciarsi alle spalle alcune delusioni del passato e a confermare il proprio ruolo centrale nel progetto della Selección.

Continuità e crescita dopo una stagione da protagonista

La stagione appena conclusa con l’Inter, chiusa con due trofei e un buon bottino realizzativo complessivo, rappresenta un ulteriore step nella crescita del capitano nerazzurro. Pur con qualche problema fisico di troppo, il suo rendimento è rimasto alto e costante, soprattutto nei momenti chiave dell’annata. Rispetto alle precedenti esperienze internazionali, Lautaro arriva a questo appuntamento con maggiore consapevolezza e un bagaglio più ricco. Il Mondiale passato non lo aveva visto protagonista in zona gol, ma oggi il contesto è diverso: più maturità, più responsabilità e una leadership ormai consolidata sia in nazionale che nell’Inter.