L'Inter è una favola, eppure c'è un dubbio che con il Monza ha trovato nuova conferma...
Era tanto mancata questa Inter, anche perché una squadra che in Italia gioca in questo modo difficilmente si vede. Insomma, tanti i complimenti che si devono fare per l'esordio stagionale, tra la perla di Chalanoglu e Pio Esposito, la prontezza di Zielinski nello sfruttare la disattenzione del portiere bianzolo, arrivando al gol di Bisseck e senza tralasciare il doppio assist al bacio di Diouf.
Eppure se proprio bisogna trovare il pelo nell'uovo, la prima di campionato ha evidenziato un problema che l'Inter si porta dietro oramai dalla stagione passata.
Cominciamo con il dire che fortunatamente l'Inter ha fatto un mercato adeguato. Gli acquisti di Spence e Stones erano necessari, soprattutto perché in quelle posizioni di alternative non ce n'erano affatto, in particolar modo il centrale. L'acquisto di un difensore è sempre stato in dubbio, con Akanji che a lungo è stato considerato come il centrale titolare, il motivo sarebbe da ricondurre ad un budget limitato che i nerazzurri volevano stanziare per altri ruoli. Alla fine la soluzione migliore è arrivata, Stones a parametro zero era proprio il giocatore di cui l'Inter aveva bisogno e la dimostrazione è arrivata ieri contro il Monza.
L'Inglese in campo non ha messo piede, eppure si può dire con certezza che l'acquisto era necessario. Perché? Akanji ha dato l'ennesima dimostrazione che il ruolo di centrale non gli calza affatto. L'elvetico non ha la cattiveria necessaria per ricoprire quel ruolo. E' un braccetto puro, pulito, elegante e veloce, ma quando si tratta di difendere prime punte fisiche le difficoltà son sempre dietro l'angolo, come tra l'altro ha dimostrato la protezione palla di Varela che poi gli ha permesso di battere Martinez...

