Gravina non ci sta: "Lascio la FIGC in ottima salute. Ho subito aggressioni che..."
Gabriele Gravina, a quattro giorni dall'addio alla Presidenza della FIGC, ha concesso un'intervista al Corriere dello Sport al fine di raccontare le sue emozioni e spiegare le sue verità a proposito delle colpe che gli vengono ascritte per il declino del calcio italiano. Di seguito alcuni estratti.
Presidente, nelle giovanili primeggiamo ma superati i 20 anni qualcosa s’inceppa.
"Siamo ultimi in Europa per minutaggio degli Under 21. Aggiungo un dato: il Portogallo, che due anni fa abbiamo battuto 3-0 nella finale Under 17, ha prodotto 14 calciatori con 200 presenze nelle prime squadre. I nostri? Giocano in 8 e appena 83 gare. Siamo campioni del mondo nel disperdere il talento che faticosamente costruiamo".
Il decreto crescita sembrava il freno principale allo sviluppo dei vivai.
"Lo abbiamo giustamente criticato perché aveva portato il numero di stranieri dal 60% al 67%, poi è stato abrogato ma il dato è cresciuto al 70%. E la qualità di chi arriva non è più sempre così eccelsa".
Cosa si può fare per tutelare i nostri giovani?
"Le idee fantasiose che circolano sono tutte contrarie alle normative europee sulla libera circolazione. Si può lavorare sugli incentivi e sperare in un accordo con i club".
Parliamo degli stessi club che hanno alzato l’età del torneo Primavera da Under 19 a 20?
"Quella è stata la mazzata. Pensate, nelle competizioni internazionali la tendenza è abbassare l’età per sviluppare il talento".
Lunedì si va al voto. Che federazione lascia?
"In ottima salute e con una progettualità avanzata, nonostante le tante aggressioni subite che mortificano non solo il lavoro di una governance con il 98,7% di consensi, ma anche gli 1,4 miliardi di gettito fiscale assicurati dal calcio al Paese".

