Fabiani spara contro Kamada: "Non mi faccio ricattare da nessuno, la porta è quella"
Il direttore sportivo della Lazio Angelo Fabiani ha concesso una lunga intervista ai microfoni del club biancoceleste per trattare con cura alcuni bollenti temi di mercato che stanno sconvolgendo Formello e la tifoseria laziale nelle ultime ore - alcune anche da mesi -, con focus particolare sull'intricato caso del trequartista giapponese Daichi Kamada.
"Parto da un punto fermo: quando c’è il vento del cambiamento o si hanno delle basi solide o si viene spazzati via. Sono i tesserati che sono al servizio della società e non il contrario. Lo scorso anno con Kamada si puntò su di lui perché si cercava un calciatore con le caratteristiche di Luis Alberto che non si era presentato in ritiro e voleva andare via. Sarri diede l’ok e l’entourage ha posto delle condizioni, cioè di fare un contratto annuale - ha spiegato Fabiani - da ridiscutere poi al 30 maggio. Ieri è scaduto il tempo per il rinnovo e ci hanno chiesto di riproporre le stesse condizioni: io non mi faccio ricattare da nessuno, non accetto estorsioni. Ho detto: 'La porta è quella, puoi anche andare via'.
Se io sottostavo - ha proseguito il dirigente della Lazio - per l’ennesima volta a questa condizione, se ne sarebbe potuto andare per 100 euro precludendomi la possibilità di venderlo a un altro club. Questa è una condizione inaccettabile e debbono capire questi signori, procuratori e calciatori, che chi viene alla Lazio deve sposare il progetto e amare la Lazio. Tutti sono utili, nessuno è indispensabile. Il ricatto a me non piace, ho il mio metodo di lavoro, ho detto che avrei rinnovato la squadra. Non tutti sanno che la Lazio è l’ottava società in Europa come età media, molto alta. Mi assumo io delle responsabilità del momento. Io sono un professionista, lavoro nel mondo del calcio da 30 anni", la chiosa del diesse biancoceleste.

