Cobolli Gigli sicuro: "Con Carnevali alla Juve torneranno gli affari con l'Inter"
Giovanni Cobolli Gigli vede con ottimismo il nuovo corso della Juventus. L'ex presidente bianconero, intervenuto ai microfoni di TuttoJuve.com, ha espresso piena fiducia nella nomina di Giovanni Carnevali come nuovo amministratore delegato e direttore generale del club, definendola un passaggio fondamentale per rilanciare il progetto.
“Mi auguro vivamente che questo sia l'anno zero da cui ripartire. Mi sembra che, per la prima volta dopo tanto tempo, siano state fatte le scelte giuste”, ha dichiarato Cobolli Gigli.
“Carnevali conosce il calcio e parlerà ai giocatori in italiano”
Secondo l'ex numero uno della Juventus, l'esperienza maturata da Carnevali negli anni rappresenta una garanzia.
“È una persona che capisce di calcio, ha alle spalle una lunga esperienza e ha svolto un ottimo lavoro in una società di medio livello in Serie A”.
Cobolli Gigli ha poi sottolineato anche un aspetto simbolico del nuovo corso: “La prima cosa che mi aspetto è che parlerà italiano ai giocatori, non più inglese o francese. Penso inoltre che punterà maggiormente sui calciatori italiani, sia in prima squadra sia nella Next Gen, compatibilmente con le esigenze tecniche”.
L'ex presidente auspica anche una valorizzazione più attenta del settore giovanile: “Negli ultimi anni sono state effettuate troppe cessioni premature, senza sfruttare pienamente il potenziale dei giovani come invece accade nei migliori club europei”.
“Con Marotta torneranno gli affari tra Juventus e Inter”
Uno dei temi affrontati è stato anche il rapporto personale tra Giovanni Carnevali e Beppe Marotta, destinato secondo Cobolli Gigli a riaprire il dialogo di mercato tra Juventus e Inter.
“Credo proprio di sì, perché sono due persone ragionevoli che cercano sempre di fare gli interessi delle rispettive società”.
L'ex presidente non ha però nascosto il proprio storico sentimento nei confronti dei nerazzurri: “Quando si parla dell'Inter mi viene ancora l'interizia. Mi ricordo bene la vicenda dei faldoni emersa quando tutto era ormai prescritto. Anche se Marotta non c'era all'epoca, il sangue continua a ribollirmi quando sento parlare dei nerazzurri”.

