Chivu: "La squadra non si è disunita. San Siro era una bolgia, siamo stati premiati"

Chivu: "La squadra non si è disunita. San Siro era una bolgia, siamo stati premiati"TUTTOmercatoWEB.com
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Oggi alle 00:15News
di Pietro Morabito

Cristian Chivu ha parlato in conferenza stampa al termine della gara contro il Napoli, vonta 3-2 dai nerazzurri. Queste le sue parole: "Mi prendo la reazione dopo il 2-0, da inizio partita abbiamo cercato di mantenere la nostra identità senza snaturarci e pensare a quello che potevamo subire, per coraggio, determinazione messa in campo. L'1-0 ci ha messo sotto per come è arrivato in transizione con due rimpalli, secondo gol conseguenza del primo. Ma la squadra non si è disunita, ha cercato di alzare i giri del motore e sfruttare più le corsie laterali. Avevamo in campo giocatori di qualità in grado di fare la differenza. Il 2-1 ci ha aiutato, coi cambi ci siamo presi dei rischi che hanno pagato. Sul 2-2 è stata una partita come in Italia si vede poco, ci si accontenta spesso del pareggio ma ci sono state occasioni clamorose da ambo le parti e poteva finire in qualsiasi maniera. Mi prendo il coraggio dei giocatori di accettare che a volte si può subire ma è importante come reagisci e cosa porti a casa. E  siamo stati premiati anche per quello". 

È stata la più divertente da allenatore dell'Inter?
"Divertente per chi la vede in tv, per chi era allo stadio. San Siro era una bolgia,non riuscivo neanche a comunicare, avevamo pochi difensori, la mia corsa sotto la curva è stata fatta per spiegare l'assetto e come mettersi in campo per avere più equilibrio negli ultimi cinque minuti. Io mi diverto quando vedo la mia squadra che non si snatura e continua a marciare sui nostri principi, che sa reagire ai momenti di difficoltà, non è la prima volta e sono felice per questo". 

La corsa solo per dare indicazioni o anche una liberazione per dire: possiamo battere anche le grandi?
"Ieri il giornalista parlava di grandi squadre, io non ho mai mancato di rispetto a nessuno, per me tutte in serie A sono partite importanti, no c'è bisogno che vada avanti da un anno a parlare di grandi squadre. Se l'anno scorso cercavo di trasmettere qualcosa, quest'anno non la capisco più come domanda, siamo campioni d'Italia abbiamo vinto senza neanche bisogno di determinati risultati senza aver mai mancato di rispetto a nessuno. Chiedo di dire tutto quello che ho detto spiegando il contesto e non stravolgerlo per fare click bait e polemica che nel calcio non fa mai bene. Bisogna mantenere deontologia quando si parla di certe cose e non parlo di voi perché questo tipo di giornalismo è diverso nel mondo social dove si va a caccia di qualcosa che non ha a che fare con l'educazione e con quello che vogliamo trasmettere. Si trasmette solo odio e non lo voglio, nello sport si deve vivere in serenità e fare solo il tifo per una squadra e tutto deve finire sul campo, restando solo in quell'amore per lo sport e con la consapevolezza che abbiamo bisogno di educare soprattutto i nostri figli. Purtroppo vedo ancora ragazzi che ti fanno il dito medio a 7-8 anni e non è un bello spot per il mondo e per il calcio". 

Ha chiuso con un 4-3-3 spregiudicato per ribaltare la partita, cambiamenti che saranno più frequenti dopo il mercato?
"Non è il modulo ma il modo, ci sono interpreti che vanno in base a come va il gioco. Andy ci porta qualcosa in più nell'uno contro uno, ci sono giocatori di qualità che possono aiutare la squadra in determinati momenti, attaccanti bravi in determinate situazioni, magari Pio è più bravo in area e spalle alla porta, Marcus attacca la profondità, Lautaro aiuta in costruzione. Pensiamo alle caratteristiche individuali e alle richieste di una partita in alcuni momenti".

Al netto delle qualità e dei difetti, la brutta notizia per i competitor è che sullo 0-2 la squadra e il pubblico hanno ancora una fame clamorosa?
"Quando vieni da una stagione dove hai vinto il rischio è che puoi perdere qualcosa dal punto di vista motivazionale ma non ho mai avuto questa sensazione fin dal ritiro in Germania. È merito loro, non è giusto pensare solo a quest'anno. Sono 6-7 anni che questa squadra ha un livello alto, grinta, sa competere ed è quello che vogliamo fare anche quest'anno. Dobbiamo fare dei progressi e mi fa piacere vedere un gruppo che reagisce e che ha ancora fame nel nostro cammino e nella nostra crescita".