La Champions presenta il conto: buone sensazioni al Bernabeu, ma gli errori costano caro
"Dio perdona, la Champions no". Parte da qui l’analisi de La Gazzetta dello Sport dopo il 2-1 del Real Madrid sull’Inter al Bernabeu, al termine di quella che José Mourinho ha definito una "gara pazza". Il concetto della rosea è chiaro: concedere occasioni e commettere errori può essere rimediabile in campionato, ma in Champions League il margine si restringe drasticamente. Regalare due gol al Napoli e riuscire comunque a ribaltare la partita è una cosa, farlo contro una delle squadre più forti d’Europa è tutt’altra storia.
Al netto degli episodi che hanno deciso il risultato, la squadra di Cristian Chivu torna da Madrid con sensazioni positive. La prestazione viene definita "buona per personalità, costruzione di gioco e continuità d’azione". L’Inter ha affrontato il Real senza rinunciare alla propria identità, giocando a viso aperto e riuscendo per lunghi tratti a mettere in difficoltà una delle principali candidate alla vittoria della competizione. Il risultato, dunque, non cancella quanto mostrato sul piano del gioco.
La serata lascia però anche un insegnamento preciso a Chivu e alla squadra: "chi sbaglia dietro e sperpera davanti non sarà mai felice". Gli errori difensivi e le occasioni non concretizzate hanno finito per pesare più della qualità complessiva della prestazione. Alla fine può sorridere Mourinho: "Mourinho saluta e ringrazia. Ha sentito il rumore degli amici", scrive la Gazzetta. L’Inter torna invece a Milano senza punti, ma con la consapevolezza di poter competere anche su palcoscenici di questo livello.

