Caso Acerbi-Juan Jesus, si attiva la Procura Federale. I due verranno sentiti domani o venerdì
"Serve chiarezza e serve il prima possibile. L’idea che un calciatore abbia rivolto un insulto razzista a un avversario è inaccettabile, dunque sul caso Acerbi-Juan Jesus bisogna intervenire con urgenza, ricostruendo i fatti ed eventualmente sanzionando in modo opportuno", si legge su La Gazzetta dello Sport.
Da ieri la questione è sul tavolo della Procura Federale. Infatti il Giudice Sportivo, acquisito il referto arbitrale e il rapporto degli ispettori federali, ha affidato le indagini al procuratore Chinè che si è subito attivato per ottenere immagini e audio volti a chiarire il caso. Il tutto però sarà subordinato alle audizioni con i due calciatori, che verranno sentiti nella giornata di domani o al massimo di venerdì, probabilmente in videoconferenza, con accanto uno degli ispettori federali.
Codice alla mano, l'insulto dovrebbe rientrare dunque nella matrice razzista-discriminatoria dell'art. 28: "«Costituisce comportamento discriminatorio ogni condotta che, direttamente o indirettamente, comporta offesa, denigrazione o insulto per motivi di razza, colore, religione, lingua, sesso, nazionalità, origine anche etnica, condizione personale o sociale ovvero configura propaganda ideologica vietata dalla legge o comunque inneggiante a comportamenti discriminatori». Il comma 2 ne definisce con chiarezza le sanzioni: «Il calciatore che commette una violazione di cui al comma 1 è punito con la squalifica per almeno 10 giornate di gara o, nei casi più gravi, con una squalifica a tempo determinato», oltre ad un’ammenda", prosegue la rosea.

