Adani: "L'Inter si sente in controllo e arrivano le sberle"
Negli studi de La Domenica Sportiva, Daniele Adani ha analizzato nel dettaglio il 2-2 tra Roma e Inter, soffermandosi soprattutto sull'aggressività mostrata dalla squadra di Gian Piero Gasperini. "La Roma aggredisce in avanti. Molina riconquista palla e va in area per l'assist a Koné. Nella pressione vediamo Hermoso e Balerdi arrivare fino all'area di rigore avversaria".
"Poi il rischio è che Soulé si trovi ultimo uomo a difendere su Bisseck e se lo perda su rimessa laterale. A un certo punto c'è Dybala a chiudere sul secondo palo su Lautaro Martinez". Adani ha analizzato anche il primo gol nerazzurro, individuando un errore nella gestione difensiva giallorossa. "Sul primo gol di Lautaro c'è Mancini che è un po' superficiale e la Roma prende gol in superiorità numerica in area".
Secondo l'ex difensore, quello è stato il vero snodo della gara. "Avesse resistito ancora 15-20 minuti senza far rientrare l'Inter, secondo me questa gara sarebbe rimasta favorevole alla Roma". Adani ha poi evidenziato quanto il sistema della Roma richieda dal punto di vista fisico.
"La Roma difende uno contro uno a ottanta metri dalla porta. Come fa a prendere un gol così? Ovviamente poi un gioco come quello di Gasperini è molto dispendioso". Il riferimento va anche alle sostituzioni nel reparto arretrato: "Toglie Balerdi, Mancini e Hermoso. Chiede uno sforzo fisico che non esiste da altre parti".
Secondo Adani, la rimonta non è stata determinata soltanto dal calo dei giallorossi. "L'Inter, che ha dei cambi, ne fa due al 90'. Ma non è cambiata la partita della Roma, è salita quella dell'Inter". Poi il giudizio sulla prestazione dei padroni di casa: "La prima ora della Roma è clamorosa". "L'Inter si sente in controllo, così arrivano le sberle".
Adani ha infine affrontato il tema delle partenze difficili della squadra di Cristian Chivu. "Se anche sei la squadra più forte, quando non lo dimostri vai sotto con tutti. Col Real come contro l'Udinese. Ci credono anche loro al fatto di essere i più forti, perché sono gli artefici e si sentono in controllo. Così arrivano le sberle".

