Santon: "Chivu un compagno fantastico. Complimenti per l'annata, ha avuto il merito..."

Santon: "Chivu un compagno fantastico. Complimenti per l'annata, ha avuto il merito..."TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
venerdì 17 aprile 2026, 11:00Ex Inter
di Redazione

Davide Santon aveva appena diciott’anni quando ha stupito il mondo nerazzurro. Terzino fisico, rapido e abile con entrambi i piedi, ci mette poco a farsi notare da José Mourinho, che nel giro di quattro giorni lo fa esordire, appena diciottenne, prima in Coppa Italia contro la Roma il 21 gennaio 2009, poi in Serie A nella vittoria per 1-0 sulla Sampdoria. Il momento della consacrazione arriva il 24 febbraio 2009: Santon viene schierato titolare da terzino sinistro nell’ottavo di Champions contro il Manchester United a San Siro: davanti a lui, niente di meno del Pallone d’Oro in carica, Cristiano Ronaldo. Dopo i cinque titoli del 2010 si trasferisce al Newcastle, per poi tornare in nerazzurro dal 2015 al 2018, chiudendo la sua avventura all’Inter con 110 presenze e 7 trofei in bacheca.

Le sue parole ai canali ufficiali nerazzurri: "Ogni volta che ho modo di tornare qui a Milano provo sempre una sensazione incredibile, anche se c’è un pizzico di malinconia perché mi rendo conto che sto diventando vecchio. Il mio percorso con l’Inter è stato lungo e bellissimo, qui sono cresciuto e ho potuto vivere delle esperienze meravigliose: ogni volta che torno vengo invaso dai ricordi, un po’ di nostalgia c’è sempre".

Un compagno speciale.

"Chivu era un compagno di squadra fantastico, ma da allenatore mi sta stupendo ancora di più. Cristian è una persona fantastica, e mi piace moltissimo il suo modo di comunicare: seguo sempre le sue conferenze, non sbaglia una dichiarazione. Ha avuto il merito di entrare nella testa dei giocatori sin da subito, e gli faccio i complimenti perché sta disputando un’annata fantastica".

Un ricordo.

"Crescere nel settore giovanile dell’Inter è stato fantastico, e se devo scegliere i momenti più belli credo che le giornate passate in convitto resteranno sempre nella mia memoria. Eravamo in cinque in camera, e la nostra vita era scuola-allenamento-partite. Ci siamo divertiti molto e le amicizie che ho costruito rimangono per la vita: magari oggi ci sentiamo meno, ma quando ci vediamo sembra che il tempo non sia mai trascorso".