Nainggolan: "A Roma ho lasciato il cuore, spero nei giallorossi. Ma l'Inter resta la più forte..."
Radja Nainggolan, ex centrocampista di Inter e Roma, ha concesso un'intervista a La Gazzetta dello Sport in cui ha parlato della sfida di questa sera, ricordando anche i suoi trascorsi sia in giallorosso che in nerazzurro. Questo il suo commento sulla gara di oggi: "Sarà una partita bella, tosta, tra due squadre che amano il calcio propositivo. L'Inter resta più forte, non ha rivali per organico in Italia, ma la Roma ha raggiunto una sua stabilità e una sua identità con Gasperini. Spero che non risenta della pressione in una serata complicata, in cui tutto è possibile. Dybala può essere l'ago della bilancia".
Spera, perché tifa Roma?
"Normale, perché a Roma ho lasciato il cuore, con tutto il rispetto per l'Inter: Roma è il posto dove ho potuto esprimermi al massimo. Non me ne sarei mai andato"
Estate 2018: venduto all'Inter
"Fu una scelta di Monchi, il direttore sportivo, che fece il doppio gioco. Mi chiedeva consigli su come intervenire sul mercato e intanto trattava per vendermi. Da un lato compresi la logica: voleva smantellare il gruppo creato da Walter Sabatini per formarne uno di sua emanazione. Usò lo stesso sistema con Dzeko, che provò a vendere al Chelsea. Però in quel momento venivamo dalla semifinale di Champions League contro il Liverpool, eravamo una grande squadra, percepivamo che si potesse crescere. E invece..."
E invece Spalletti la chiamò all'Inter
"Devo ringraziarlo, perché con lui ho scritto le pagine più appassionanti della mia carriera. Peccato che dopo il primo anno le cose per me non funzionarono"
Forse era arrivato un po' scarico a Milano
"Forse. Ma soprattutto pagai l'addio di Spalletti. Conte mi comunicò subito che non ero parte del progetto. Al contrario di Monchi, Antonio fu diretto con me e io ne rispettai la valutazione"

