Darmian: "Avevo un'offerta dall'Inter, ma voglio ancora giocare. Sono convinto di valere..."
Matteo Darmian, ex difensore dell'Inter, attualmente ancora svincolato, ha concesso un'intervista a Sportweek, in cui ha parlato della fine del suo rapporto con i nerazzurri e del suo futuro. Di seguito le sue parole:
Darmian, dopo una vita scandita da ritiri, allenamenti e partite, come si sta da svincolato?
"È una sensazione strana perché non mi ero mai trovato davvero a fine contratto senza squadra. Per me è tutto nuovo. Adesso mi dedico più tempo possibile ai miei due bambini, sono appena stato a Madrid con loro a vedere l'Inter in Champions. Allenarsi da solo, però, è tutt'altra cosa che farlo con i compagni..."
La parte più difficile è nel fisico o nella mente?
"Per come sono fatto io, più nel fisico. Mentalmente mi sento ancora un giocatore, e poi ho lo stesso fuoco dentro che mi porta a voler ancora giocare. La forma, invece, è difficile da conservare, anche perché faticare da soli è duro e anche un po' noioso. Intanto, sto lavorando in palestra con un preparatore, faccio forza e lavoro atletico e cerco di tenermi subito pronto. Posso dire di stare bene, però non saprei a che livello sono rispetto agli altri perché mi manca il ritmo del gruppo, il confronto quotidiano, quella sensazione che hai solo quando sei assieme ai compagni"
Si aspettava di essere senza squadra a questo punto?
"No, anche perché qualche chiacchierata c'è stata, ho parlato con qualche direttore sportivo. A livello concreto, però, non si è chiuso nulla perché...".
Perché ha messo troppi paletti?
"No, avevo già fatto un ragionamento generale alla fine del contratto con l'Inter. Mi sarebbe piaciuto fare un altro anno in nerazzurro ma, in generale, ho fatto una carriera di cui sono orgoglioso e che voglio "difendere", senza offendere nessuno. Ho ancora voglia di giocare, però ne deve valere la pena. Non sto parlando di una squadra di altissima classifica, ma sono convinto di valere una buona Serie A"
Ha mai pensato che avrebbe potuto smettere da campione d'Italia, salutando San Siro nel giorno dello scudetto?
"No, onestamente no. Non era il momento giusto per dire addio, anche perché mi sento e sono ancora un giocatore. Nessun rimpianto, nemmeno quello di non aver iniziato a collaborare nello staff tecnico delle giovanili interiste: avrei potuto farlo subito, però quando deciderò di smettere magari arriverà un'altra opportunità. Allenare è ciò che voglio fare"
A proposito della sua Inter, come ha visto questo inizio di stagione nerazzurro?
"Bene, come me lo aspettavo perché la squadra è forte e potrà dominare ancora a lungo. Non è identica a quella dell'anno scorso, però i principi e le idee sono gli stessi. Il lavoro arriva da molto lontano, da Conte passando per Inzaghi fino a Chivu: è stato un percorso che ha portato a creare l'Inter capace di avere in mano la partita al Bernabeu, con la personalità dei grandi e senza paura. C'è una base costruita nel tempo e poi il mercato ha aggiunto qualità: Stones è forte, i miei ex compagni dicono grandi cose di Curtis Jones e Spence al Mondiale ha fatto benissimo e dobbiamo solo aspettarlo"
Chi può contendere lo scudetto all'Inter, allora?
"In questo inizio, Como e Roma hanno qualcosa in più, ma dovremo vedere come reagiranno al doppio impegno Italia-Europa sul lungo periodo: Cesc e Gasp le fanno giocare bene e la loro traccia si vedeva già l'anno scorso. Le altre grandi non le escluderei mai, nonostante Juve e Milan puntino decise anche sull'Europa League e questo potrebbe condizionare: viaggi, trasferte,energie da gestire..."

