Il mistero delle partite dell’Inter a Torino

Il mistero delle partite dell’Inter a TorinoTUTTOmercatoWEB.com
giovedì 31 marzo 2022, 10:10Editoriale
di Lapo De Carlo


A pochi giorni dal ritorno in campo l’Inter prepara una partita considerata definitiva per le sue ambizioni scudetto. Come scritto la scorsa settimana non ho la stessa convinzione che si tratti di una gara dal cui esito dipende la stagione, per quanto Ia squadra abbia compromesso il finale con una crisi non ancora terminata.

Il primo punto è infatti collegato allo stato di forma mentale e fisica degli uomini di Inzaghi, perché è evidente che se dovesse giocare come nelle ultime uscite non ci sarebbe ragione di aspettarsi alcunchè dalla sfida di Torino.
L’appannamento prolungato sarà materia di dibattito soprattutto nelle prossime settimane, qualora domenica sera ci fosse un'altra delusione.
Quello che importa è come l’Inter arriva a Torino, con quale spirito e perché da sempre, quando gioca in casa della Juventus, a prescindere dalla forza dei rivali nella stagione corrente, nella maggior parte delle occasioni le prestazioni sono opache, prive di personalità, mentre la Juventus entra in campo sempre motivata, senza contare che quando l’Inter appare invece più centrata ci sono episodi arbitrali che cambiano l’indirizzo della gara a favore dei padroni di casa. Il caso Calvarese è solo l’ultimo degli “sfortunati episodi.

L’Inter arriva all’appuntamento con un carico di incertezze che vanno dalle condizioni di De Vrij a quelle di Brozovic, che potrebbero non riuscire ad essere in campo creando un grosso problema a Inzaghi, dal rendimento di Barella, indispensabile ma particolarmente appannato in questa stagione, passando dall’attacco che non riesce da tempo ad essere più incisivo/decisivo.
Tutte e certezze di una squadra magnifica fino a dicembre e accettabile fino alla fine di gennaio, sono svanite di fronte ad un mese di febbraio nel quale si pensava che le delusioni fossero state causate dal valore degli avversari, affrontati in pochi giorni e con una buona dose di sfortuna, invece l’Inter ha mollato, non si sa bene come e nemmeno quando, anche se per una fascinazione giornalistica è piaciuto molto sostenere che la squadra sia crollata emotivamente quando ha perso il derby nel finale, sotto i colpi di Giroud.

La realtà è sempre molto più complessa, altrimenti avremmo compreso da tempo per quale motivo l’Inter a Torino gioca spesso sotto il suo livello. L’ho personalmente chiesto ad ex giocatori, persino allenatori e nessuno di loro ha saputo dare una risposta precisa, come se si trattasse di un fatto casuale.
Stiamo parlando della partita più importante dell’anno insieme al derby, affrontato storicamente in modo molto più convincente, anche quando è stato perso.

A Torino l’Inter invece storicamente si smarrisce, non trova quasi mai le condizioni per affrontare la gara con lo spirito o la determinazione giusta, nemmeno nell’era di Mourinho o Conte, specie se arriva, come in questa occasione, con l’obbligo di dover far risultato. Per paradosso quando ci si aspetta meno dalla squadra, arrivano prestazioni persino entusiasmanti.
Con la Juventus, considerando che va in difficoltà quando trova squadre ben organizzate e ben messe tecnicamente (ogni riferimento al Villareal non è casuale), domenica sarebbe opportuno giocare arretrando un po' più la fase di possesso, intasando ogni linea della propria metacampo e andando in ampiezza con le ripartenze, sfruttando i recuperi palla di Vidal (che ad oggi dovrebbe prendere il posto di Brozo) e Barella, per sorprendere i bianconeri con gli inserimenti di Calhanoglu e la profondità di Lautaro.

Probabilmente Inzaghi invece non vorrà snaturare il suo gioco e cercherà di fare la partita. La Juventus, proprio per manifesta inattitudine a formulare l’iniziativa, privilegia i match in cui il gioco lo fanno gli altri, per sfruttarne debolezze ed eventuali errori, segnare e speculare sul gol fatto.
Il calcio non è matematica ma Allegri si aspetta che Simone Inzaghi faccia esattamente questo. L’obbligo di vincere per non finire a -8 o -9 (posto che finalmente il recupero col Bologna sarà il 27 aprile) non esiste. Il campionato l’Inter lo deve chiudere vincendo tutte le altre partite fino alla fine del Campionato, a prescindere da come andrà a Torino, dove è lecito attendersi una bella prestazione ma illogico pretendere una vittoria.
Amala