Caprile, Muharemovic, Atta, Giovane: perché con l'Inter è importante imparare un concetto
Nel corso degli ultimi mesi sono tanti i nomi di calciatori promettenti accostati all'Inter in vista della finestra invernale e di quella estiva di mercato. In ogni caso, l'idea di fondo era quella di ribadire la volontà della società nerazzurra di applicare, in linea con le direttive di Oaktree, una "politica verde" funzionale alla creazione di valore nel presente e futuro.
Come sempre accade, la verità non può essere raggiunta assumendo posizioni "radicali". L'Inter vuole effettivamente ringiovanire la propria rosa - a partire da quel reparto arretrato che vedrà con ogni probabilità l'addio, a fine stagione, di Francesco Acerbi e Stefan De Vrij - ma ciò non significa che intenda sacrificare l'ambizione e la competitività sull'altare dei suoi naturali interessi di natura economica e finanziaria. Generare plusvalenze, attraverso il graduale inserimento di giocatori in grado di rappresentare degli asset strategici per l'avvenire, non è un concetto che può prescindere dai propositi che informano la visione della dirigenza sotto il profilo dei risultati sportivi. Il Presidente Giuseppe Marotta, così come la dirigenza che lo accompagna nell'attuazione del progetto nerazzurro nella sua interezza, reputa prioritario il mantenimento della squadra in un regime di massima competizione. Immaginare il contrario significa colpire lontano dal centro.
La visione dell'Inter alla prova dei "nomi concreti"
Su queste basi, da sempre ribadite dalla redazione de L'Interista, è opportuno analizzare le voci di mercato sui "calciatori futuribili" al riparo dall'idea - non aderente alla realtà - di un esclusiva attenzione della dirigenza dell'Inter a quella categoria di giocatori. Una premessa è doverosa: i meneghini apprezzano, senza dubbio, profili come quelli di Elia Caprile, Tarik Muharemovic, Arthur Atta o Giovane. Le prestazioni di giovani "in rampa di lancio", impegnati a difendere i colori di una squadra medio-piccola della Serie A, sono sicuramente monitorate dai top club italiani, incluso quello nerazzurro, in vista di un eventuale affondo futuro. Ma i tempi e le modalità di un tale investimento non possono prescindere dal contesto di riferimento: l'Inter, squadra che ambisce a vincere in ogni stagione, non intende attribuire una "centralità operativa" a figure che, come legittimo e naturale che sia, sono soltanto all'alba del proprio percorso.
Il ragionamento da cui non si può prescindere
La priorità dell'Inter è quella di concretizzare la bellezza del suo gioco con la concretezza dei risultati. Le scelte di mercato future sanno consequenziali, senza che gli interessi di natura economica e finanziaria vengano a collidere con il profilo sportivo. Regola, non eccezione: come ogni squadra orientata alla vittoria, l'Inter è consapevole che i successi passino dalla sua capacità di agire come un'orchestra che suona in maniera compatta.
Testata giornalistica Aut.Trib.di Milano n.160 del 27/07/2021
Direttore Responsabile: Lapo De Carlo
Iscritto al Registro Operatori di Comunicazione n. 18246
© 2026 linterista.it - Tutti i diritti riservati
