BAR ZILLO - Te l'ho promesso da bambino

BAR ZILLO - Te l'ho promesso da bambinoTUTTOmercatoWEB.com
sabato 5 febbraio 2022, 07:45Bar Zillo
di Gabriele Borzillo

Inter-Milan non è una partita. Inter-Milan è LA partita. Almeno per me, nato cresciuto e pasciuto a Milano, il derby della Madonnina rappresenta il grado di ansia più alto mai toccato, calcisticamente parlando. Ogni primo gennaio di qualunque anno so già che dovrò vivere due giorni in pieno panico pallonaro, perlomeno fino al triplice fischio finale con il quale rallentano in contemporanea le pulsazioni cardiache, ben oltre la soglia nei novanta più intervallo più recupero. Se vinco godo come un riccio (perché poi ‘sta cosa dei ricci? È scientificamente provato?), se perdo guardo un film e non leggo nulla minimo fino al mattino dopo, se pareggio dipende: ecco, se domani verso le venti, minuto più minuto meno, dovesse finire pari non mi straccerei le vesti.

Chiaro, voglio - non vorrei - vincere: ma l’Inter attuale ha il vantaggio, rispetto a chi insegue, di poter gestire le partite importanti, gli scontri diretti, dall’alto del doppio risultato. Inoltre, non scordiamolo, i nerazzurri avranno il quarto di finale con la Roma tre giorni dopo, sabato prossimo gitarella a Napoli seguita da ottavo di finale Champions. Sì, dai, un calendario facile facile, nove partite in poco più di trenta giorni a una media allucinante, incontrando quattro delle prime sette in classifica, cinque se contiamo la Roma in Coppa Italia, due volte ai supplementari e poi c’è anche chi pensa ai playoff per decidere chi potrà cucirsi lo scudetto sul petto. I playoff come se questa trovata, al pari del calendario sfalsato, mi piacerebbe qualcuno venisse a spiegarcelo ‘sto calendario sfalsato, la sua utilità in sostanza, fosse panacea definitiva per curare un calcio derelitto e malaticcio: non stadi vecchi di cinquant’anni e un prodotto serie A con poco appeal, quelli sono corollari di poco conto.

Torniamo al derby, cià, inutile addentrarsi in gineprai dai quali risulta impossibile uscire. Partiamo favoriti? Sì, partiamo favoriti, odio essere maniavantista per il puro piacere di esserlo o perché, leggenda metropolitana, la stracittadina la vince chi sulla carta risulta quello “debole” per media e tifosi. Credo, al contrario, al solito “non è una partita qualunque”: no, non lo è, ci sono emozioni, sensazioni, trepidazioni, turbamenti che solo e soltanto il derby riesce a trasmettere a tutti, giocatori compresi. Cuore, palle e polmoni: altre ricette, sinceramente, non ne conosco per vincere. I nostri, fino a oggi, hanno dimostrato di averne. Stiamo loro vicini, facciamogli sentire il nostro calore.

Te l’ho promesso da bambino...