BAR ZILLO - Si può sapere chi ti ha dato la patente?

BAR ZILLO - Si può sapere chi ti ha dato la patente?TUTTOmercatoWEB.com
martedì 10 agosto 2021, 10:30Bar Zillo
di Gabriele Borzillo

Una delle cose più deprimenti è chi vuole insegnarti come si tifa. O chi, in alternativa, pensa che tu voglia, a tutti i costi, convincere lui a pensarla come te. Ciascuno tifa a suo modo, ciascuno è libero di piangere, ridere, urlare, incazzarsi, esultare, vivere nel cazzo di maniera che gli pare. Ma una cosa, senza insegnare nulla a nessuno, viene prima di tutto e di tutti quando parliamo di calcio: i tuoi colori. Quella maglia lì, quella maglia nerazzurra a strisce verticali che ultimamente stanno cercando di trasformare in qualunque maniera pur di venderne un paio in più.

Tifare Inter, non me ne vogliano le altre tifoserie, è differente. Noi passiamo da sofferenze immense a gioie indescrivibili. Per noi, per la nostra maglia, hanno giocato alcuni dei calciatori più forti di tutti i tempi, a livello mondiale. Abbiamo vinto (quasi) tutto, abbiamo militato sempre e comunque nella massima serie, non importa se qualcuno non è in grado di leggere la storia e racconta altro, abbiamo scritto pagine indelebili nel grande libro pallonaro. Ciascuno di noi, a modo suo, ha vissuto l’Inter come una seconda pelle, vive l’Inter come una seconda pelle. L’Inter, non i giocatori dell’Inter.

Ho smesso di affezionarmi ai calciatori dopo l’addio di Saverio, dopo aver vissuto altri addii strappalacrime: Facchetti, Mazzola, Boninsegna i miei idoli da bambino. Altobelli, Beccalossi, Bordon quelli adolescenziali. Lothar, Nicola Berti facciungol e tutta la squadra della cavalcata trionfale, Trapattoni, Signore enorme, quelli della giovinezza quasi adulta. Eto’o, Mou, Saverio, il Cuchu e quelli del triplete, McDonald Mariga compreso, quelli della maturità. Sono andati via tutti, nessuno escluso. Compresi Ronaldo quello vero, Zamorano, Crespo, Cruz più una sfilza di campioni che non elenco per paura di dimenticarne qualcuno. Ciascuno di loro, comunque, ha portato lustro al nerazzurro, ha contribuito a far brillare la stella nerazzurra nel cielo del calcio. Sì, Ronaldo compreso, fuggito nella notte per Madrid. E sì, Mou compreso, che manco ha festeggiato la Champions coi suoi tifosi.

L’Inter ha trovato nuovi eroi, ha vinto ancora. Oggi loro si chiamano Barella, Bastoni, Skriniar, Brozo, Samir e tanti altri. L’Inter non è morta. È caduta, ha fatto fatica a rialzarsi, è tornata dove gli compete da che pallone è pallone.

E no, non mi interessa se un ragazzo che bacia la maglia decide di cambiare aria. Così come, lo dico oggi tanto per non essere frainteso, non mi interessa nemmeno leggere il suo saluto ai tifosi. E, giusto per chiudere, non mi interessano le sue verità.

L’Inter andrà avanti, anche senza gli Hakimi e i Lukaku. Arrivederci e grazie.