Materazzi: "Questa Inter gioca meglio di quella del Triplete. Ma contro l'Atletico sarà tosta"
Intervistato da La Gazzetta dello Sport, a margine della rimpatriata di Inter Legends a Batumi in Georgia, l'ex difensore nerazzurro Marco Materazzi ha parlato anche del big match di questo pomeriggio al Dall'Ara e di quello in programma mercoledì al Civitas Metropolitano.
La capolista se n’è andata definitivamente?
"Io non ho mai avuto dubbi che se ne andasse… Ero sicuro dall’inizio: troppa qualità e convinzione dopo Istanbul, una netta superiorità. Toccando ferro, per la seconda stella la strada è tracciata, mentre per la Champions è tutto più complicato e imprevedibile. Ma l’Inter è diventata una macchina, può provarci con chiunque senza paura. I giocatori e Inzaghi hanno trovato la chiave, e il bello è che l’hanno trovata... insieme".
In che senso?
"Nel senso che sono diventati una famiglia, come eravamo e siamo ancora noi del Triplete: anche ora in Georgia il tempo per noi non sembrava essere passato. Pure nell’Inter di adesso tutti sono felici per il gol di un singolo, come quando si è sbloccato Arnautovic e la panchina è saltata: non era scontato, era sincero. Da queste cose si capisce che tutto funziona".
Arna è l’anello di collegamento tra la sua e questa Inter.
"Da noi era un bambino con cui scherzavamo per farlo crescere. Ora è un uomo e un grande giocatore che non ha nulla da dimostrare. Quando l’ho visto d’estate gli ho detto solo 'stai tranquillo' e lui mi ha sorriso. Gli infortuni lo hanno frenato, ma non entra mai con il broncio, anzi ha l’atteggiamento giusto. Certo, davanti ha due mostri, però ha capito il ruolo e ora arriva la sua partita contro il Bologna".
La sentirà anche Thiago Motta, altro suo ex compagno.
"Thiago è concreto senza inutili bollicine, intelligente, preparato. Poteva prendere in corsa il Psg, lì aveva la strada spianata ma ha voluto farsi le ossa a Genova, Spezia e ora a Bologna: si è costruito passo dopo passo e ha evitato salti nel buio, come il Napoli post-scudetto. Anche questo fa capire che testa abbia, il suo Bologna è forte come lui. Spero che non vada in una grande d’estate e resti lì in Emilia per un po’, così noi continuiamo a vincere con Inzaghi e poi un giorno, chissà quando, potrà essere lui a prendere il posto di Simone".
Ma questa squadra può “insidiare” la vostra del Triplete?
"Dico onestamente che giocano meglio loro di noi. È proprio un piacere seguirli: il merito va dato a Inzaghi che ha capito come non disperdere il talento. Basta far stare bene insieme dei giocatori forti per ottenere risultati, anche senza inventarti chissà cosa. E poi bravissimi i dirigenti che ne hanno sbagliate davvero poche in questi anni. Da Mkhitaryan a Barella, sapevano che lì c’erano radici solide, appartenenza, serietà. Così hanno costruito questa squadra che sembra perfetta".
La perfezione parta dalla difesa: chi è il Materazzi oggi?
"Acerbi forse si avvicina per la storia, perché si è consacrato tardi. Ma mi rivedo in Bastoni, un po’ nel fisico e un po’ nel modo in cui lancia di sinistro".
Con l’Atletico come la vede?
"All’andata si poteva segnare di più, ma la squadra ormai non trema. Certo, lì è tosta perché se fai errori li paghi contro avversari così smaliziati...".
Un ricordo di Simeone?
"Un brutto ricordo e tutti sanno qual è (il 5 maggio, ndr.) quindi meglio non parlarne. Però questo può essere davvero l’ostacolo più duro verso la finale".

