Malagò eletto presidente FIGC: idee Conte ct e Maldini dt

Malagò eletto presidente FIGC: idee Conte ct e Maldini dt
Oggi alle 08:15Rassegna Stampa
di Alessandra Stefanelli

Il calcio italiano volta pagina. Alle 15:13 di ieri, durante l'assemblea elettiva della FIGC al Cavalieri Waldorf Astoria di Roma, Giovanni Malagò è stato eletto nuovo presidente federale. Dopo l'annuncio ufficiale, Malagò ha salutato i sostenitori e ha abbracciato lo sfidante Giancarlo Abete, chiudendo una campagna elettorale che lo ha visto prevalere con ampio margine.

Con 67 anni e una lunga esperienza ai vertici dello sport italiano, dall'Circolo Canottieri Aniene al Comitato Olimpico Nazionale Italiano, fino alla Fondazione Milano-Cortina, Malagò è ora chiamato a guidare il rilancio del pallone italiano.

Conte e Maldini al centro del nuovo progetto

La prima idea del nuovo presidente, scrive La Gazzetta dello Sport, è quella di dare immediatamente un segnale forte attraverso la Nazionale. In cima alla lista per il ruolo di commissario tecnico c'è Antonio Conte, mentre per l'area tecnica il nome individuato è quello di Paolo Maldini. Per Maldini l'accordo sarebbe ormai molto vicino, mentre per Conte servirà un lavoro diplomatico importante. Malagò punta sulla credibilità costruita in anni di successi dirigenziali per convincere l'ex tecnico del Napoli ad accettare la sfida azzurra. "Da solo non posso fare niente, insieme possiamo fare tutto", ha dichiarato.

I numeri del successo

Malagò ha ottenuto il 68,58% dei voti dei 266 delegati presenti, superando nettamente Abete, fermo al 29,17%. Le schede bianche sono state il 2,25%. Il nuovo presidente ha sottolineato con soddisfazione il risultato ottenuto: "Avevo detto che qualsiasi cosa sopra il 61% sarebbe stata importante". Partendo da una base stimata attorno al 56,8% dei consensi, Malagò è riuscito ad ampliare il proprio sostegno ben oltre le previsioni, raccogliendo voti significativi anche all'interno del mondo dilettantistico.

Riforme e stop ai veti

Uno degli obiettivi prioritari del nuovo presidente sarà quello di sbloccare le riforme strutturali del calcio italiano, spesso frenate negli ultimi anni dai meccanismi decisionali interni. "Se non si cambia, qualcuno ci metterà nelle condizioni di cambiare". Un messaggio che lascia intendere la volontà di superare il sistema dei veti che ha spesso rallentato il percorso di modernizzazione del movimento.

Il rapporto con la politica

Tra i temi più delicati emersi durante l'assemblea c'è stato quello dei rapporti con il Governo e con il ministro dello Sport Andrea Abodi. Il recente provvedimento che ha destinato una quota delle risorse della mutualità alla Serie A femminile ha alimentato malumori all'interno del sistema calcio. Malagò ha chiesto un rapporto più collaborativo tra istituzioni e sport. "La politica deve rispettare lo sport, si può accettare tutto ma non che non si venga coinvolti in un provvedimento che ci riguarda. Sono dinamiche che non fanno bene a nessuno".

Il primo confronto tra Malagò e Abodi è già previsto nei prossimi giorni. Da quell'incontro potrebbero arrivare le prime indicazioni concrete sul nuovo corso della FIGC e sulle riforme che il presidente intende portare avanti.