Un'Inter più contiana che inzaghiana vince di corto muso allo Stadium
Una vittoria di corto muso contro chi questa teoria non l'ha solo elaborata, ma ne è anche considerato il massimo rappresentante. L'Inter torna a vincere a Torino, impresa che non riusciva da quasi dieci anni. Lo fa con una delle peggiori prestazioni nei big match di questa stagione: subendo per l'intera durata della partita, con sparuti intervalli di quiete, e non proponendo alcunché in transizione. Tutto il contrario dell'attitudine che aveva scandito i mesi più brillanti della gestione di Simone Inzaghi. Ed è forse proprio questo il dato più confortante nella battaglia dello Stadium.
L'Inter di questa sera è stata più contiana che inzaghiana: concreta, attenta a non esporsi più del dovuto, anche fortunata in alcuni frangenti (la Juventus ha colpito due pali, con Chiellini e Zakaria). L'inconsueto corto muso a tinte nerazzurre di questa sera reca il marchio di Hakan Calhanoglu, protagonista con quel rigore prima fallito e poi realizzato dopo il condono del VAR che regala all'Inter un supplemento di speranza.
Il match dell'Allianz ha restituito, o meglio ribadito, una verità incontrovertibile: l'Inter è ancora in corsa per lo Scudetto. Lo dice la classifica, che recita -3 dalla vetta (il Milan giocherà domani, ma resta pendente il recupero ancora da disputare contro il Bologna). Era auspicabilmente la scossa mentale che serviva: dopo mesi di intorpidimento umorale, più che fisico, vincere una partita di questo peso può dare un taglio diverso a questo finale di campionato. Milan e Napoli sono avvisate: questa squadra non ha alcuna intenzione di arrendersi.

