Le pagelle di Napoli-Inter: Laud'oro Martinez è nella storia, Inzaghi non ne sbaglia mezza
INTER (a cura di Patrick Iannarelli)
Sommer 6,5 - Non incassa troppi tiri verso lo specchio, ma nella ripresa va in onda la seconda parte della sfida con Kvara: parata e altro gol evitato. Una situazione pericolosa, un intervento decisivo che aiuta l'Inter a vincere un altro trofeo.
Pavard 7 - Si vede poco sulla corsia di competenza, ma quando si sgancia con maggiore frequenza diventa un fattore. Suo l'assist decisivo per Lautaro Martinez.
De Vrij 6,5 - Simeone viene servito poco e male, l'olandese lo limita in tutti i modi possibili. Gara ruvida, in cui i colpi proibiti sono praticamente all'ordine del giorno. Dal 63' Carlos Augusto 6 - Partecipa all'assalto finale affondando e ricamando, con l'uomo in più diventa praticamente un'ala aggiunta.
Acerbi 6,5 - Da braccetto sinisitro non sfigura, quando deve alzare il ritmo prova anche ad affondare. Decisivo nella ripresa, causa l'espulsione di Simeone.
Darmian 6 - Sembra assente, fuori dal campo, ma s'inventa due chiusure difensive decisive. Corsa e cuore, polmoni e parecchio fiato: passano gli anni, ma è sempre lì, a correre in mezzo al campo.
Barella 6 - Non è una serata facile a livello emozionale, la scomparsa di Riva di sicuro influisce parecchio sulla prestazione. Si sbatte come al solito, ma la partita è quella che è. Bloccata, di difficile interpretazione. Dal 63' Frattesi 5,5 - Perde due palloni, ne toglie una ad Arnautovic nel finale. Non ha lo stesso impatto avuto in semifinale.
Calhanoglu 6 - Rispetto alla fase di possesso ha più compiti difensivi, gira a scatti e ne risente anche tutta la manovra nerazzurra. Poi cambia ritmo col passare dei minuti, nel finale sfiora anche il gol del 2-0.
Mkhitaryan 6,5 - Non è una partita facile, il Napoli intasa gli spazi e non lascia campo. L'armeno si mette l'elmetto e respinge gli assalti, quando trova il varco prova anche la conclusione dalla distanza.
Dimarco 6 - Il mancino al volo esce per questione di centimetri, ma si nota la difficoltà rispetto alla sfida con la Lazio. Ci prova spesso, ma gli riescono poche cose. Dall'81' Arnautovic 6 - Entra con un piglio differente, intasa l'area nel momento cruciale del match.
Thuram 5 - L'unica vera palla gol fino all'assalto finale arriva da un suo movimento. Il fuorigioco però cancella tutto, le due occasioni clamorosamente mancate sporcano tutta la prestazione. Deve avere maggiore lucidità. Dall'81' Sanchez 6,5 - Da trequartista è tutta un'altra musica, il pallone che spacca in due la partita parte da una sua intuizione.
Lautaro Martinez 7,5 - Si vede poco, fatica, non riesce a coordinarsi sui pochi palloni che arrivano in area. Poi all'improvviso si inventa la girata decisiva entrando nella storia nerazzurra. È un giocatore fenomenale, sta vivendo la sua miglior stagione della carriera. E sembra avere l'intenzione di non volersi fermare più. E trasforma in oro tutto ciò che gli capita a tiro. Dal 93' Bisseck sv.
Simone Inzaghi 8 - Cinque i trofei conquistati in due anni e mezzo, nelle gare secche non ne sbaglia mezza. Ora gli manca soltanto la ciliegina sulla torta, ma è ancora troppo presto: intanto in bacheca c'è un'altra Supercoppa.
NAPOLI (a cura di Yvonne Alessandro)
Gollini 6 - Soffia quanto può per buttare fuori la volée disarmante di Dimarco, rischia molto su Thuram in uscita ma la scampa. Nella ripresa non può assolutamente nulla sul gol vittoria di Lautaro, ma riesce a sbarrare la porta con orgoglio sul tiro di Calhanoglu.
Di Lorenzo 5 - Un martello a pneumatico lì dietro, fin quando la stanchezza gli annebbia la vista e perde la marcatura su Lautaro. Un peccato capitale.
Rrahmani 6 - Addomesticare Lautaro è un’agonia, ma non si scompone. L’ammonizione del primo tempo un macigno traballante sulla testa che però gestisce bene.
Juan Jesus 5,5 - Certi traccianti a scavalcare la pressione sono da premiare, ma le barricate in difesa crollano a lungo andare.
Mazzocchi 5,5 - Traslocato a sinistra, calcola male alcuni scarichi che possono risultare fatali. In inferiorità numerica si incolla alla retroguardia per alzare il ponte levatoio e serrare la roccaforte. Dal 74’ Raspadori 5 - Se qualcuno si è accorto del suo ingresso in campo alzi la mano.
Cajuste 6,5 - Una serata da masterclass tra palloni scippati e rientri tempestivi. ToutJuste, ma per motivi ignoti (nel migliore dei casi la stanchezza) viene tolto. Dal 74’ Mario Rui 6,5 - Animi fin troppo bollenti. A muso duro con Rapuano per reclamare un fallo di mano di Acerbi, sfiora per millimetri l’ammonizione. Graziato, abbassa in tempo la saracinesca su Arnautovic.
Lobotka 6,5 - Si appunta sul petto il distintivo di sceriffo del far west di Riyadh. Segue come un’ombra Calhanoglu, in ripiegamento forzato fa sempre la cosa giusta.
Zerbin 5 - Dopo lo show in semifinale contro la Fiorentina, contro l’Inter alterna un bel lavoro a degli scarabocchi pesanti. Ma nella ripresa mette troppa foga e poca pazienza, con le imprecisioni che fioccano fin troppo spesso. Dal 58’ Ostigard 6 - Prevenzione ad hoc per un ulteriore defezione in campo. Preda dei continui assalti dell’Inter.
Politano 5,5 - Meno fragoroso del solito. Puntare Acerbi è l’impresa della serata, il più delle volte deve correre all’indietro per raddoppiare su Dimarco. Spento. Dal 70’ Lindstrom 6 - Mr. oggetto del mistero pensa a fare le cose più semplici nel momento più concitato. Per poco non sorprende Sommer con un tiro immaginifico nel finale.
Kvaratskhelia 5,5 - Maltrattato da Darmian, quando ha spazio se lo prende tutto e punta chiunque si metta di mezzo. Digrigna i denti per quel destro a giro cancellato da Sommer, poi svanisce dal campo. Dal 70’ Gaetano 5 - Restare a guardare Lautaro segnare non è la migliore delle scelte. Decisiva la mancanza di nervi saldi e di lettura dell’azione.
Simeone 4,5 - Il compito di non far rimpiangere Osimhen è un bel fardello. Riesce anche a fare a sportellate con de Vrij, costringendolo al giallo. Ma con quell’espulsione per doppia ammonizione diventa la disgrazia della serata.
Walter Mazzarri 5 - Si prende un bel rischio nel commentare animatamente l’espulsione di Simeone, per sua fortuna la panchina lo tiene a freno. Alla rete di Lautaro scoppia e si ritira negli spogliatoi per lasciarsi andare nell’ira più totale. Intanto la finale è persa e la Supercoppa è andata, nonostante un buonissimo Napoli.

