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Esperienza o promessa da plasmare? Il dilemma dell'Inter dopo il "niet" di Palestra

Esperienza o promessa da plasmare? Il dilemma dell'Inter dopo il "niet" di PalestraTUTTOmercatoWEB.com
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Oggi alle 14:00Primo piano
di Michele Maresca

L'Inter aveva scelto. Cristian Chivu, alla guida dello staff tecnico nerazzurro, e la dirigenza, capeggiata da Giuseppe Marotta, avevano acquisito una convinzione molto chiara in merito alla figura con cui sostituire Denzel Dumfries, promesso sposo del Real Madrid. L'idea, che convinceva dunque tutti, era quella di convincere l'Atalanta - con mezzi economici mai visti finora nella gestione Oaktree - alla cessione di Marco Palestra in questa sessione estiva di mercato. Un desiderio alimentato dalla disponibilità del fondo statunitense a investire una cifra complessiva leggermente superiore ai 50 milioni di euro, ma anche dall'apertura del giocatore italiano a trasferirsi alla corte di Chivu.

Tutto fatto? Non esattamente. L'inserimento lampo del Chelsea - che ha presentato un'offerta superiore ai 60 milioni all'Atalanta e una proposta d'ingaggio al giocatore non inferiore ai 7 milioni complessivi - ha drasticamente rivoluzionato lo scenario previgente. Con Palestra che è finito, in pochissimi giorni, dall'essere a un passo dall'Inter all'effettuare le visite mediche a Londra per diventare un nuovo giocatore dei Blues.

E ora? Due alternative in termini strategici

Adesso, l'Inter deve scegliere quale direzione imprimere alla sua corsia laterale destra. Privilegiare la via dell'esperienza, puntando su giocatori come Nahuel Molina dell'Atlético Madrid, oppure ingaggiare un giovane talento avente potenzialità significative ma uno status internazionale non di carattere primario? La scelta, di carattere strategico, potrà avere implicazioni significative sul futuro rendimento della squadra nerazzurra nella prossima annata, in Italia e in Europa.