Marotta, Ausilio e quel gioco di prestigio da cui potrebbe emergere l'Inter più forte dai tempi del Triplete
Il calciomercato estivo è entrato in una fase decisiva, soprattutto per quanto riguarda gli affari da concludere in casa Inter. A poche settimane dalla conclusione di una sessione che ha visto i nerazzurri salutare l'esterno destro titolare Denzel Dumfries, la dirigenza di Viale della Liberazione sta ragionando su una serie di incastri che - nel caso in cui dovessero andare nella maniera auspicata dall'Inter - potrebbero regalare al tecnico Cristian Chivu una squadra potenzialmente senza macchie.
Il concetto di prudenza
Se c'è un elemento che la dirigenza nerazzurra ha predicato in maniera costante nell'ultimo mese di mercato, esso è sicuramente rappresentato dall'esigenza di agire con prudenza e senza farsi dominare dalla fretta. A sottolinearlo, a più riprese, è stato il direttore sportivo Piero Ausilio, che ha spiegato in maniera cristallina la strategia dell'Inter dopo il mancato tesseramento dell'esterno israeliano Anan Khalaili per i problemi ravvisati dai medici del CONI: l'attesa deve prevalere sull'urgenza di agire in maniera affrettata, perché aspettare l'occasione giusta - per colmare la lacuna esistente sulla fascia destra - è sempre stato un obiettivo prioritario rispetto all'ingaggio di un esterno destro, nell'immediato, che non presentasse tutte le caratteristiche ideali richieste dallo staff tecnico dell'Inter.
La sua concretizzazione
Ora, con la concreta riapertura dei contatti tra Inter e Tottenham per Djed Spence, tale visione sta avendo la sua attuazione effettiva. Il calciatore inglese, distintosi come uno dei migliori nel suo ruolo in occasione degli ultimi Mondiali, è sempre stato il preferito della dirigenza dopo la mancata conclusione positiva degli affari Palestra e Khalaili. Ma se l'Inter non ha mai affondato il colpo, fino a questi giorni di agosto, il motivo è da ricercare nella mancata sussistenza delle condizioni giuste - dalla prospettiva dei meneghini - per sferrare l'attacco decisivo.
Ora, il quadro è cambiato in maniera sostanziale in senso favorevole agli auspici dell'Inter. A dimostrarlo è il fatto che le richieste iniziali degli Spurs, intorno ai 45-50 milioni di euro, si sono ridotte di oltre 10 milioni, consentendo al club di Viale della Liberazione di entrare nell'ottica di poter realmente ottenere il trasferimento dell'inglese a Milano. La chiusura arriverà per una somma pari a 30 milioni di euro più bonus, un colpo indubbiamente eccellente messo a segno dal trio Marotta-Ausilio-Baccin.
Gioco d'incastri a centrocampo
Un altro settore del campo nel quale si manifesta, in maniera evidente, la strategia dell'attesa di stampo nerazzurro concerne il centrocampo. Anche qui l'Inter ha fissato un obiettivo primario (Curtis Jones del Liverpool), sondato la disponibilità del giocatore al trasferimento all'Inter (apertura totale) e lasciato la situazione in sospeso in attesa che i tempi fossero maturi per soddisfare la propria ambizione. In questo contesto, si attende soltanto la cessione di Davide Frattesi alla Lazio - che dovrebbe avvenire nella forma di un prestito che diventerebbe obbligo in presenza di condizioni semplici - per poter dare l'assalto a Jones. Per un acquisto, agognato dal club nerazzurro, che avverrebbe a una cifra intorno ai 35 milioni di euro, inferiore di oltre 10 milioni rispetto a quanto richiesto inizialmente dai Reds.
Qualora ciò dovesse realizzarsi in maniera definitiva, l'Inter potrebbe dire di aver coronato il suo grande obiettivo di rendere la rosa nerazzurra ancora più competitiva attraverso l'adozione di una strategia molto chiara: compiere un intenso impegno diplomatico, in una prima fase, consistente nel lavorare alle fondamenta di un giardino da edificare grazie ad attesa, prudenza e coraggio nelle scelte.

