Zanetti: "L'Argentina non è solo Messi. Stasera gara ricca di emozioni

Zanetti: "L'Argentina non è solo Messi. Stasera gara ricca di emozioniTUTTOmercatoWEB.com
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 09:30News
di Alessandra Stefanelli

Javier Zanetti ha presentato la semifinale mondiale tra Argentina e Inghilterra, tornando con la memoria alla storica sfida disputata nel 1998 in Francia. Intervistato da TyC Sports, l'ex capitano dell'Inter ha ricordato l'atmosfera particolare che accompagna da sempre questa rivalità.

"Fu una partita vissuta con enorme trasporto da tutti gli argentini. Sapevamo che era una gara di calcio, ma la rivalità era fortissima. Quando c'è in palio una qualificazione così importante, tutti sono consapevoli del valore dell'appuntamento. Sarà una partita ricca di emozioni", ha spiegato il vicepresidente dell'Inter.

L'ex difensore nerazzurro ha individuato soprattutto in Jude Bellingham, Harry Kane e Declan Rice gli uomini da tenere sotto particolare osservazione. Il centrocampista può diventare pericoloso con i suoi inserimenti, mentre il centravanti resta uno degli attaccanti più completi al mondo. Rice, invece, rappresenta un elemento fondamentale per gli equilibri della formazione inglese.

Zanetti ha però individuato anche un possibile punto debole: "Quando viene attaccata con intensità, l'Inghilterra può concedere qualcosa. In una partita di questo livello saranno i dettagli a fare la differenza".

Sul fronte argentino, Zanetti ha espresso grande fiducia nella squadra di Lionel Scaloni, sottolineandone la capacità di rispondere presente nei momenti più delicati.

"Avere giocatori di grande qualità è fondamentale e questa Nazionale li possiede. Nei momenti decisivi riescono sempre a emergere". Inevitabile anche un riferimento a Lionel Messi, ancora protagonista a 39 anni: "Continua a fare qualcosa di straordinario. Questa squadra, però, sa anche soffrire e risponde presente quando serve davvero".

Infine, Zanetti ha commentato il successo della Spagna sulla Francia nell'altra semifinale, spiegando di non essere rimasto sorpreso dalla qualificazione.

"La Spagna gioca un calcio di altissimo livello ed è rimasta fedele alla propria filosofia. Una volta passata in vantaggio è diventato quasi impossibile toglierle il possesso del pallone". Secondo l'ex capitano nerazzurro, la capacità degli spagnoli di controllare il gioco ha finito per innervosire la Francia, incapace di imporre il proprio calcio e di cambiare l'inerzia della partita.