Tre problemi da risolvere in Champions: difesa alta, possesso lento e sprechi sotto porta
La partenza dell'Inter in Champions League ha evidenziato alcune difficoltà che Cristian Chivu dovrà provare a correggere. La Gazzetta dello Sport individua tre possibili cause delle prestazioni europee dei nerazzurri: le fragilità difensive, un possesso palla troppo prolungato e la poca concretezza rispetto alle occasioni create.
Il primo aspetto riguarda la fase difensiva, che non è stata impeccabile neppure in Serie A, nonostante il primato in classifica. L'Inter ha incassato nove gol, con una media di 1,29 a partita, risultando la squadra più battuta tra le big del campionato. Secondo la Gazzetta, il problema è legato anche al nuovo atteggiamento tattico, con una linea difensiva più alta. Una scelta ambiziosa, ma che espone la squadra agli attacchi in profondità: mancano infatti difensori abbastanza veloci da recuperare gli avversari lanciati negli spazi. In questo senso, Bisseck viene individuato come l'unico elemento competitivo nelle situazioni di campo aperto.
Il secondo nodo è rappresentato dalla gestione del pallone. Il gol di Thuram contro il Bologna è arrivato al termine di una lunga sequenza di passaggi, ma in Champions League una manovra così elaborata rischia di essere interrotta prima dagli avversari. Prima della sosta per le nazionali, l'Inter manteneva mediamente il possesso per quasi 14 secondi, un dato significativo per il calcio attuale. I nerazzurri hanno accumulato 4.511 passaggi in Serie A, 221 in più del Como secondo in questa speciale classifica. La squadra di Cesc Fabregas, tuttavia, si distingue per una circolazione più dinamica, immediata e verticale. È proprio su questo aspetto che l'Inter potrebbe cercare maggiore velocità e imprevedibilità. Il terzo problema riguarda la concretezza offensiva. I numeri in campionato sono importanti: 21 reti in sette giornate, contro le 16 della Roma seconda in classifica. In Europa, però, il rendimento rispetto alle occasioni costruite è stato meno soddisfacente.
Gli expected goals, ovvero i gol attesi in base alla qualità delle opportunità create, raccontano una storia significativa: 1,88 contro il Real Madrid e 3,93 contro il Bruges. Seguendo questi valori, l'Inter avrebbe potuto pareggiare 2-2 al Bernabeu e 4-4 a San Siro. Si tratta naturalmente di stime, non di risultati certi. In entrambe le partite, infatti, anche gli avversari hanno prodotto occasioni di grande qualità: il Real ha fatto registrare 2,91 xG, mentre il Bruges è arrivato a 4,29. Un dato che conferma come, oltre a migliorare la precisione sotto porta, l'Inter debba ritrovare maggiore solidità complessiva per competere ai massimi livelli europei.

