Pavard, la cessione adesso non sembra più necessaria ma ad Oaktree non va a genio il...
Se il precampionato dell'Inter ha dato una prima certezza, è che Cristian Chivu possiede ottime doti diplomatiche. È bastata una sola chiacchierata il primo giorno di ritiro per ricucire lo strappo con Benjamin Pavard, attenuando le tensioni nate dopo il Mondiale per Club. Il francese ha risposto sul campo, dando il massimo sin dai primi allenamenti ad Appiano Gentile.
Un segnale fortissimo da parte di Chivu è arrivato con le convocazioni per la tournée in Australia, culminata con la sfida contro la Juventus. A differenza di diversi compagni esclusi dalla lista dei partenti, Pavard non solo è salito su quel volo, ma ha giocato quasi sempre da titolare, trovando anche la via del gol contro il Manchester City. L’intervento del tecnico ha cambiato il destino di un giocatore che sembrava già ai saluti, trasformandolo nel "jolly" difensivo ideale, sulla falsa riga di quanto fatto da Matteo Darmian nelle passate stagioni.
Se dal punto di vista campo la gestione tecnica ha funzionato, il vero ostacolo resta di natura finanziaria. L'Inter garantisce a Pavard un ingaggio da circa 5 milioni di euro netti a stagione, garantiti da un contratto ancora lungo. Un investimento pesante per un profilo che non ha la garanzia di un posto fisso da titolare.
Mantenere una riserva di lusso a cifre simili contrasta con la filosofia di Oaktree, orientata al rigore economico e alla sostenibilità del monte ingaggi. Nelle ultime settimane di mercato si capirà se la diplomazia di Chivu basterà a confermare il francese o se le esigenze di bilancio avranno la meglio.

