Paolillo: "Frattesi? Scelta dolorosa, ma forse è meglio separarsi"

Paolillo: "Frattesi? Scelta dolorosa, ma forse è meglio separarsi"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Alberto Fornasari
Oggi alle 17:00News
di Alessandra Stefanelli

L'ex amministratore delegato dell'Inter, Ernesto Paolillo, è intervenuto a TuttoMercatoWeb all'indomani della vittoria dei nerazzurri contro il Lecce, che ha permesso alla squadra di Cristian Chivu di laurearsi Campione d'Inverno. Dal campo al mercato, ecco le parole di Paolillo.

Dal mercato si aspetta qualcosa? E se sì, in quale reparto?
"Mi aspetto indubbiamenet qualcosa. Escluderei l'attacco, dove ne abbiamo quattro, che sono tutti bravi. I cambi lì davanti ci sono, si è visto anche ieri. Qualcosa me lo aspetto in difesa, in termini di ringiovanimento. A centrocampo invece mi sembra che le scelte ci siano".

Luis Henrique l'ha convinta? Farebbe qualcosa a destra?
"Mi ha deluso, sono sincero. Mi aspettatvo molto di più. Probabilmente non si è ancora bene amalgamato con la squadra. Io ne ho visti tanti, anche in quel ruolo. Cito Quaresma: arrivato come grande speranza, non si è ambientato per niente. Certo, non fa più solo il compitino, forse perché teme di essere cambiato (ride, n.d.r.). Non è facile giocare sapendo che intanto cercano un tuo sostituto. Ogni pallone diventa di fuoco, poveretto. Però credo che serva qualcuno, se non altro come ulteriore uomo da mettere sulla fascia destra, visto che l'infortunio di Dumfries va per le lunghe. Non è facile, perché non ci sono molti giocatori liberi".

Con Frattesi cosa farebbe?
"Parliamo di una scelta dolorosa. Il ragazzo ha indubbiamente del talento. Ma parliamoci chiaramente: se con un allenatore prima, Simone Inzaghi, e con un altro poi, Cristian Chivu, non si riesce a trovare spazio, per il bene di entrambi è bene separarsi".

Cosa ne pensa di Francesco Pio Esposito?
"Un ragazzo che avevo visto fin dai Pulcini. Me lo ricordo bene, sia lui che i fratelli. In una partita giocata sul campo del Milan sentiva proprio il derby, fin da bambino, una cosa incredibile. Ben vengano i giocatori che sono cresciuti all'Inter partendo dai Pulcini della squadra, perché hanno un attaccamento differente. Veda Dimarco. Non ha l'impegno che mettono tutti, è differente. Fin dalle giovanili ricordo la voglia di dare un apporto alla squadra che fosse superiore, di uno che tiene alla società".