La Russa: "Se qualcuno dovesse lamentarsi di Irrati sarebbe l'Inter, non la Juve"
Ignazio La Russa, vicepresidente del Senato e tifoso nerazzurro, è intervenuto a Rai Gr Parlamento per commentare Juventus-Inter: "Ci si sveglia meglio il giorno dopo sapendo che la lotta per lo scudetto è ancora viva, anche se molto molto difficile. Battere la Juventus è una cosa che ai tifosi dell'Inter piace molto, così come a quelli della Juventus piacerebbe battere l'Inter. E' una sana competizione sportiva che rende ancora più bello questo magnifico gioco".
L'arbitro è sempre stato al centro della partita?
"Indubbiamente è stata una gara in cui i toni agonistici hanno prevalso su quelli tecnici. Dell'arbitro ho notato che, avendo seguito anche il dopo partita in tv, si dice tutto il contrario di tutto, ma se poi si restringe al sodo il giudizio io vedo che se non era per il VAR non si era accorto del pestone che ha preso Dumfries, che c'era, e che ormai è pacificamente considerato punizione e ammonizione, quindi rigore quando avviene dentro l'area. Non si è accorto, dopo il primo rigore, che la palla era finita in rete regolarmente e, dopo una fase di incredibile confusione, non è che ha convalidato il gol, ha fatto ritirare il rigore. Errore su errore, forse per riparare il fischio di una punizione che assolutamente non esisteva. Per il resto non capisco come possa lamentarsi la Juventus perché, se qualcuno dovesse farlo, dovrebbe essere l'Inter e non i bianconeri, ma si sa, quando gioca la Juve, i giudizi generali, non è che sono sbagliati, sono più morbidi e più affettuosi. Quando la Juventus perde la si può osannare, quando l'Inter vince, ma vince senza giocar bene, e non è questo il caso, o meglio, quando l'Inter vince giocando bene, magari si dice che avrebbe dovuto giocare meglio. Questa è una differenza di fondo che noi interisti conosciamo e che però ci rende più attaccati alla nostra Inter. Per quello siamo più attaccati alla nostra Inter, sempre".
Che cosa spera di trovare nell'uovo di Pasqua?
"Io spero che il Bologna stasera sia una sorpresa. E' molto difficile, ma perché no? Una bella sorpresa, in anticipo sulla Pasqua, non sarebbe male".
Come vede questa volata scudetto?
"Devo dire che il Milan è strafavorito e non solo per i 3 punti di vantaggio che avrebbe anche se l'Inter vincesse a Bologna, e non è facile, ma perché poi ha quel punto in più che è dato dalla migliore situazione negli scontri diretti e quindi è 4 punti davanti all'Inter. Considero il Milan nettamente favorito, ma naturalmente spero che poi si possa ribaltare questa previsione. Certo che il ricordo di quei 3 minuti del derby pesa moltissimo: se uno volesse trovare un momento in cui la sfortuna, o comunque la forza delle cose, ha dato ragione al Milan e torto all'Inter, in questo campionato, quei 3 minuti contano più di tutto il resto".
Qual è la sua opinione sulla situazione legata a San Siro?
"Ribadisco quello che ho sempre detto. Copiando quello che avviene in moltissime città del mondo, a partire dall'Inghilterra, io vedrei due stadi a San Siro, l'uno accanto all'altro. Lo stadio nuovo, che è necessario e che è bello che sia in quella zona, senza abbattere San Siro perché l'abbattimento, oltre che costare quanto 10 anni di mantenimento del vecchio stadio, sarebbe un danno pazzesco, anche dal punto di vista ambientale, e un danno anche per gli sportivi perché 70.000 spettatori non ci staranno mai nel nuovo stadio e conservarlo significherebbe poterci giocare 10-15 partite all'anno, quelle del tutto esaurito".

