La batosta non si cancella, ma giusta la priorità al campionato: deve essere l'anno dello Scudetto, non del percorso
Probabilmente solo con lo Scudetto si potrà dimenticare l'eliminazione dalla Champions League ai play-off contro il Bodo/Glimt. Le due sconfitte contro i norvegesi rimarranno una macchia ma, se l'Inter dovesse festeggiare lo Scudetto, saranno più un brutto e lontano ricordo che qualcosa di grave come lo sono ora.
Allo stato attuale il 5-1 complessivo è pesante. Il ritorno doveva essere il match in cui dare tutto, invece si è visto molto poco dell'Inter che conosciamo. La squadra di Chivu è mancata soprattutto nei top, nei trascinatori: Barella e Thuram assenti ingiustificati, Dimarco e Zielinski, i due giocatori più in forma in questo periodo, non hanno assolutamente brillato. Se anche loro non hanno dimostrato una condizione fisica ottimale, siamo sicuri che l'Inter avrebbe retto un filotto Como-derby col Milan-City/Sporting-Atalanta-City/Sporting-Fiorentina nel giro di due settimane?
La delusione della scorsa stagione è ancora fortissima e lo Scudetto è l'obiettivo da inizio anno, come ribadito anche ieri dopo il Bodo da Barella. Che non è assolutamente una scusa per l'eliminazione dalla Champions, ma serve a dare un'idea totale di quella che deve essere questa annata per l'Inter. Questa deve essere la stagione dello Scudetto, per i percorsi ci sarà tempo. Possibili obiezioni: gli incassi? L'anno scorso mercato estivo deludente, gennaio non ne parliamo nemmeno. A fine anno contano i trofei, non i milioni in tasca. La reputazione europea? Con l'uscita agli ottavi sarebbe cambiato pochissimo.
Testata giornalistica Aut.Trib.di Milano n.160 del 27/07/2021
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