Inter, Chivu: "Avevamo la partita in mano ma complimenti al Torino. L'inchiesta? Io parlo di calcio..."

Inter, Chivu: "Avevamo la partita in mano ma complimenti al Torino. L'inchiesta? Io parlo di calcio..."TUTTOmercatoWEB.com
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Oggi alle 20:50News
di Pietro Morabito

Il tecnico dell'Inter Cristian Chivu ha commentato a Sky Sport il pareggio per 2-2 contro il Torino. Le sue parole: "C'è rammarico perfhé avevamo la partita in mano, abbiamo subito il loro ultimo assalto. Abbiamo preso il primo gol che ci ha spaventato un po', il secondo è la conseguenza. Abbiamo cercato di reagire e di fare il 3-2, questo tipo di partite rischi anche di perderle. Diamo merito al Torino perché non hanno mai mollato e hanno ribaltato il nostro vantaggio"

Come ha trattato l'argomento uscito in questi giorni con la squadra?
"Io parlo di calcio, sono un tecnico, pagato per preparare al meglio le partite, trasmettere serenità e motivazione giusta per la partita. Oggi sul 2-0 non ho fatto bene il mio lavoro, ma cambia poco perché mancano 4 partite, abbiamo bisogno di 3 punti e vogliamo chiuderla il più èresto possibile"

Questa mancanza di energia può essere dovuta alla rimonta col Como?
"Calhanoglu non stava bene, Dumfries idem. Lautaro sapevam che è ancora lunga, a Bastoni pensavo di fargli fare qualche minuto nel secondo tempo. Non è mai semploice andare in certi campi in un certo periodo della stagione. Magari sei avanti 2-0 e pensi sia tutto facile, hai tutto sotto controllo colpendo quando è servito, poi prendi il 2-1 per un errore in uscita e spuntano i fantasmi, arriva il braccetto. Poi spuntano gli episodi a sfavore e subisci una rimonta che poteva anche finire peggio"

Darmian ha riconosciuto il tuo lavoro psicologico, che corde hai toccato a inizio stagione?
“Ogni essere umano può capire, anche io sono stato in qualche spogliatoio e so quello che si subisce, capisco qual è il pensiero di determinati giocatori, come vivono il contesto Inter. Bisogna abbracciarli di più, dire loro la verità avere coerenza in ciò che si fa senza andare ad arretrare il pensiero o quello che si è cercato di fare dall'inizio. Tu ci provi da allenatore ma poi devi avere una risposta da parte di un gruppo che deve crederci, seguirti e alzare dal punto di vista umano quello che cerchi di fare. Sono stato fortunato perché i ragazzi si sono calati subito in quello che andava fatto, cercando di trovare l'orgoglio ed essere competitivi dall’inizio. Abbiamo fatto una stagione importante, vincendo se non sbaglio 25 volte e segnando oltre 100 gol; non era semplice ma è tutto merito loro. Abbiamo cercato di dare qualcosina e loro sono stati bravi ad assorbire quello che abbiamo cercato di fare"