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Gestione della rosa e rotazioni: ecco come Chivu rimane in vetta...

Gestione della rosa e rotazioni: ecco come Chivu rimane in vetta...TUTTOmercatoWEB.com
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Oggi alle 13:45News
di Martina Maria Pozzoli

Dopo aver vinto il ventunesimo Scudetto della storia nerazzurra ed essere ripartita a punteggio pieno nelle prime giornate di Serie A, l’Inter si trova ad affrontare moltissimi impegni tra Champions League e Campionato. In questa fase della stagione in cui ci sono molti match ravvicinati, come le sfide contro Napoli, Real Madrid e Udinese, Chivu sta dimostrando quanto sia importante la profondità della panchina, elemento fondamentale per poter essere competitivi non solo in Italia ma anche nelle competizioni europee.

L’inserimento dei nuovi innesti e dei giovani consente a Chivu di variare con facilità i protagonisti di ogni match senza abbassare il livello e la qualità di gioco della squadra. Per ogni giocatore titolare che rimane ai box, c’è sempre un sostituto pronto a entrare in campo. Basta pensare a Djed Spence, nuovo arrivato in rosa, che per un piccolo infortunio non è ancora stato in grado di attuare il suo esordio con la maglia nerazzurra. Avere in squadra altri giocatori come ad esempio Diouf è fondamentale per permettere all’inglese di riprendersi al 100%, in modo da evitare per esempio ricadute future.

Il vero marchio di fabbrica dell’Inter si basa sul poter contare su giocatori esperti e maturi come Lautaro Martinez, Dimarco, Barella, Bastoni e Calhanoglu, che scendono in campo assieme a giocatori che, nonostante la giovane età e la minor esperienza, hanno le capacità di mantenere alta l’intensità del gioco.

Questi elementi sono sicuramente quelli che consentono all’Inter di mantenere degli standard competitivi, e non si può negare che, analizzando la profondità della rosa, la squadra nerazzurra è l’unica che si può dire completa in tutti i reparti di gioco. Squadre come la Roma e il Como possono sicuramente mettere in difficoltà l’Inter, ma non sembrano avere una panchina completa e competitiva come quella di Chivu, e questo, sulla carta, è ciò che le distingue.