F. Meazza: "Inter e Milan per sempre a San Siro? Se comprassero lo stadio potrebbe convenire"
"Mi sono trasferito a Madrid nel 2008, giusto in tempo per vedere l'Inter fare il Triplete due anni dopo venendo da me..:": Federico Meazza, nipote di Giuseppe, evidentemente l'Inter ce l'ha nel destino. Ed oggi è in prima linea per cercare di dire la sua nel convincere le milanesi a non mettere "in soffitta" lo stadio di San Siro, dedicato a suo nonno, con tanta facilità.
La redazione de L'Interista lo ha raggiunto in esclusiva per un'intervista.
Cosa ha provato quando ha tirato giù il drappo della targa per la nomina dello stadio a suo nonno?
"Avevo 11 anni, era il 2 marzo del 1980, ma ricordo una grande emozione. Forse allora non mi rendevo pienamente conto della portata di un evento così importante, però è una giornata che mi è rimasta scolpita nella memoria e la ricordo come fosse ieri, nonostante siano passati 44 anni".
Quante speranze ha che Inter e Milan restino a San Siro? O quantomeno che lo stadio non venga abbattuto...
"Sul fatto di non abbatterlo ci conto e spero moltissimo. Inter e Milan sono in attesa di vedere il progetto che dovrebbe uscire a giugno. Richiederebbe una ristrutturazione dello stadio a settori, con la possibilità quindi per le due squadre di non andare a giocare altrove. Con una leggera limitazione di capienza, ma neanche troppo importante. Bisogna vedere poi se convincerà i club. Inutile dire che a me farebbe piacere. Anche se ho una idea sul futuro".
Quale?
"Che le due squadre possano diventare proprietarie dello Stadio. Un costo grande, ma poi i benefici supererebbero di gran lunga gli sforzi fatti all'inizio. Una cosa auspicabile. Credo e spero non venga abbattuto, ma che venga ristrutturato perché è meraviglioso. Ha bisogno di un ammodernamento. Spero resti per sempre lo stadio di Inter e Milan".
Al di là dell'affezione per suo nonno, della storia e del fascino, ci sono altri aspetti per i quali ai due club converrebbe restare quindi?
"Penso di sì, poi certo loro faranno ovviamente valutazioni soprattutto economiche. Spero e penso che sia così. Non dovesse essere così, allora temo che i due club possano decidere di costruirsi un impianto proprio, con un investimento iniziale pazzesco, ma con benefici sulla distanza medio-lunga. Certo, io non sono al corrente di questi dettagli, posso solo augurarmi che rimangano lì".
Ha visto diverse Inter, respirando anche quella del passato con i racconti di suo nonno: il sentimento del tifoso lo vede portato avanti in chi va allo stadio oggi?
"Pur non conoscendo bene il tifoso interista dell'epoca di mio nonno, so che anche all'epoca si trattava di una squadra pazzerella. Ci sono stati campionati con risultati clamorosi, dagli 8 a 1 a favore alle sconfitte impreviste. L'Inter è sempre stata una squadra un po' alterna. Per quanto riguarda il pubblico oggi vedo una maggiore maturità: tutto lo stadio canta, un passo avanti grande, dai bambini agli anziani".
E' fiducioso sul fatto che l'Inter continui a vincere?
"Sì, perché abbiamo dirigenti molto capaci. Persone molto serie, grandi lavoratori, confido molto su di loro per il prossimo mercato. Mi auguro che oltre al campionato, la squadra di Inzaghi possa tornare a fare anche un grande percorso in Champions, come lo scorso anno".

