Chi come Diouf? Perché il francese è un unicum nella geografia del 3-5-2 dell'Inter
Uno dei protagonisti, in positivo, dell'inizio di stagione dell'Inter è indubbiamente Andy Diouf, il protagonista di una "trasformazione" pienamente riuscita da parte del tecnico Cristian Chivu.
La metamorfosi
Tutto ha inizio nell'annata 2025-2026, quando l'allenatore nerazzurro si avvede della necessità di ripensare il ruolo di Diouf all'Inter al fine di evitare di disperderne il potenziale. Così, da mezzala (ruolo per il quale era stato acquistato nell'estate del 2025), il calciatore francese è stato impiegato con sempre maggior costanza nella posizione di esterno destro, nell'ottica di incidere sfruttando una serie di qualità che ne avrebbero reso ideale l'utilizzo sulla fascia. Accelerazione fuori dal comune, capacità di creare superiorità numerica attraverso il dribbling, abilità nel giocare nello stretto, possibilità di accentrarsi per andare al tiro col mancino (sfruttando il fatto di giocare a piede invertito).
Livello europeo e riscontro concreto
Le prestazioni offerte da Diouf in quest'inizio di stagione sono di livello internazionale. Dalla doppietta di Monza al match all'insegna di lucidità e intelligenza tattica contro il Napoli, fino alla gara maiuscola disputata al Bernabeu al cospetto di un marcatore come Marc Cucurella, Campione d'Europa e del Mondo con la Spagna. Lo spagnolo ha avuto enormi difficoltà a contenere la spinta offensiva di un Diouf sempre più consapevole delle sue doti tecniche e fisiche: non è un caso, dunque, che il calciatore nerazzurro figuri tra i preconvocati del CT della Francia Zinedine Zidane per gli impegni della Nazionale delle prossime settimane. Un riconoscimento tangibile di una crescita che appare destinata a continuare, ininterrotta, nel prosieguo di tale annata.

