Chivu: "Lautaro e Calha importanti, ma come tutti! Scaramantico? Nessun fioretto..."
Mister Chivu ha rilasciato una dichiarazione ai mocrofoni di Sky Sport. Gli argomenti ovviamente il match contro la Roma ma anche la corsa scudetto e non solo. DI seguito le parole del mister nerazzurro.
Quale è stata la principale insidia che ha dovuto vivere in questa prima stagione?
“Cercare di essere me stesso. Ci sono riuscito, nonostante la possibilità di mettere qualche maschera che questo mondo ti offre: ho scelto di avere la forza e il coraggio di rimanere quello che sono e non perdere quello che sono io dal punto di vista umano. Dal punto di vista professionale, poi, sono migliorato tanto”.
Crescere anche dagli errori. Ma c’è una partita che vorrebbe rigiocare?
“No, io guardo sempre la prossima”.
Noi proviamo a ripartire dall’ultima, cioè dalla Roma. Che tipo di messaggio è arrivato dallo spogliatoio dopo quella vittoria?
“Che abbiamo questa voglia matta di essere competitivi fino in fondo”.
Una voglia che condividete tutti insieme. Ma c’è un’immagine che resta, quell’abbraccio con Barella. Che significato possiamo darle?
“Indica la premurosità del gruppo e l’affetto che ci trasmettiamo a vicenda. Sono cose a volte sottovalutate, perché ci si vede solo dal punto di vista professionale, legato cioè a quello che abbiamo l’obbligo di fare. Penso che dal punto di vista umano, spesso si dimentichino delle cose che sono più importanti di quelle professionali. Nel tempo, negli anni, questo gruppo ha consolidato qualcosa di speciale, che ci permette di essere più uniti, di offrire più affetto di quanto qualcuno pensi”.
E intanto in questo gruppo sono rientrati anche Lautaro e Calhanoglu. Quanto contano per voi?
“Loro due sono importanti quanto gli altri che fanno parte di questo gruppo. Di questa società. Sappiamo tutti l’importanza dei nostri giocatori, sappiamo tutti quanto ci possono dare, quello che è il loro contributo. È la vera forza di questo gruppo e in questo momento ci godiamo anche i ritorni importanti di questi giocatori, che nell’ultimo periodo hanno avuto degli acciacchi”.
Ma c’è un dettaglio che può fare la differenza per la rincorsa allo scudetto?
“Il coraggio, la personalità e la voglia di essere dominanti”.
Mettiamo il caso che l’Inter, alla fine, vinca lo scudetto. E lo faccia con un Chivu al suo primo anno completo alla guida di una squadra di Serie A. Ha fatto un fioretto, per riuscirci?
“No. Io non sono scaramantico e non faccio fioretti: credo nel mio lavoro, in quello che posso dare e che posso trasmettere. Credo in quello che è la mia vera forza, cioè nell’essere umano. I fioretti, in questo caso, non servono”.
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