Bonolis rivela: "Ho sempre creduto in Chivu. Bastoni? Storia assurda. Con un'altra squadra..."

Bonolis rivela: "Ho sempre creduto in Chivu. Bastoni? Storia assurda. Con un'altra squadra..."TUTTOmercatoWEB.com
© foto di www.imagephotoagency.it
lunedì 4 maggio 2026, 18:30News
di Michele Maresca

Il conduttore televisivo Paolo Bonolis, grande tifoso dell'Inter, ha esternato a Repubblica il suo punto di vista in merito alla situazione di Alessandro Bastoni: “Il problema è stato creato dal mondo esterno. Dalla bestialità dell’accanimento che si è scatenato su un ragazzo che ha sbagliato una cosa che, prima o poi, sbagliano tutti. Se fosse successo a un giocatore di un’altra squadra magari lo avrei demolito di sarcasmo e sfottò: ma l’odio puro che si è riversato su di lui non sta né in cielo né in terra. Fino ad arrivare alla sensazione precisa che, se lui è d’accordo, probabilmente è meglio cederlo. Farebbe tutti contenti. Ma insisto, è una storia assurda”.

Lei è di quelli che fin da inizio stagione hanno deciso: prendetevi tutto, l’Europa, quello che volete, ma ridateci quel dannatissimo scudetto?

“No. Anche perché ho creduto in Chivu, da subito”.

Sicuro?

“L’avevo conosciuto di persona nel lungo viaggio in macchina di ritorno da Istanbul insieme a Zanetti dopo la finale col City. Sopra tutto: una brava persona. Secondo: scegliere un giovane come lui nasceva da una scelta precisa. Uno con il suo passato, il calcio lo conosce di sicuro. E a noi serviva uno che avesse grande credibilità nel recuperare il rapporto con i giocatori. Ha funzionato, era davvero così. E non era semplice”.

C’è in giro un sacco di gente che si priverebbe di quanto ha di più prezioso, fisicamente parlando, pur di godersi un’altra Calciopoli, ma all’incontrario.

“Quando non si vince, la tentazione del muoia Sansone coi filistei diventa irresistibile. Ci puntano in molti, certi media hanno bisogno di avvelenatori di pozzi, questi ultimi ci sguazzano. A me spiace, per loro. È chiaro che vivono male, dev’essere una vitaccia, guardi”.

Da qui a essere sicuri che non ci fosse nulla di strano, però…

“Sto a quello che si sa finora. Una faida nell’ambiente degli arbitri. Succede ovunque, nei ministeri, nelle grandi aziende, ovunque. E cosa viene fuori? Che siamo la squadra più imbelle del mondo, diciamo così: ci sceglievamo gli arbitri che poi ci davano contro. È un po’ come… (qui segue metafora irripetibile, ndr)”.