Addio a Osvaldo Bagnoli, allenatore dello scudetto del Verona dell'85
(ANSA) - ROMA, 17 LUG - È morto a Verona Osvaldo Bagnoli, allenatore dell'Hellas Verona che vinse lo scudetto storico del 1985. Aveva 91 anni. Il decesso è avvenuto all'ospedale Borgo Roma della città scaligera. Oltre al Verona, Bagnoli allenò altre squadre di Serie A come l'inter e il Genoa. Bagnoli, che aveva compiuto gli anni lo scorso 3 luglio, da tempo lottava contro una patologia neurodegenerativa che, circa una ventina di giorni fa, aveva reso necessario il suo trasferimento presso la Fondazione "Pia Opera Ciccarelli" di San Giovanni Lupatoto, dopo un ricovero ospedaliero resosi necessario per un quadro clinico complessivamente complesso. Nato alla Bovisa, quartiere operaio di Milano, Bagnoli ha incarnato l'essenza del calcio fatto di pragmatismo, dedizione e una straordinaria visione tattica. La carriera di Bagnoli resta indissolubilmente legata al Verona. È nella città scaligera che, nella stagione 1984-1985, compì il suo capolavoro, destinato a rimanere scolpita nell'immaginario collettivo: la vittoria dello scudetto. Fu il trionfo di una "provinciale" che riuscì a spezzare il dominio incontrastato delle grandi potenze, portando il tricolore sulle rive dell'Adige per la prima e unica volta nella storia del club. Ribattezzato "Schopenhauer della Bovisa" da Gianni Brera, soprannome che portava con una punta di orgoglio, prima di sedersi in panchina Bagnoli era stato un giocatore solido e concreto, vestendo le maglie di Milan, Verona e Spal. Da allenatore, portò in Serie A il Cesena nel 1981 prima di trasferirsi a Verona. Lasciò il capoluogo scaligero nel 1990 dopo la retrocessione in B per poi accasarsi due anni al Genoa e le due stagioni successive all'Inter, da cui venne esonerato nel 1994. I funerali si terranno nei prossimi giorni a Verona. "Ciao Osvaldo. Hai portato lo Scudetto in una città che non aveva mai sognato così in grande - il saluto dell'Hellas Verona sui social -. L'hai fatto con umiltà, come solo le leggende sanno fare. E tu, ora e per sempre, sei una Leggenda inimitabile non solo del nostro Club, ma di tutto il calcio italiano. Sei il più Grande di tutti. E ci manchi già, Osvaldo". (ANSA).

