La nuova Inter? Disegniamola: del portiere conosciamo il nome, ma due cose mi preoccupano

La nuova Inter? Disegniamola: del portiere conosciamo il nome, ma due cose mi preoccupanoTUTTOmercatoWEB.com
mercoledì 26 luglio 2023, 15:55Editoriale
di Gabriele Borzillo

Solito mercato che ormai impazza, non si parla d’altro sui giornali, in televisione, in radio. Mercato, mercato, mercato. Il calcio, in questo particolare periodo della stagione sportiva, non ha nemmeno senso di esistere, concentrati come siamo tutti sulle mosse prevedibili o, meglio ancora, imprevedibili, dei nostri dirigenti i quali, per un paio di mesi, vestono i panni di veri e propri supereroi, capaci di imprese memorabili combattendo contro nemici invisibili ma ben presenti.

L’Inter ha operato con discreta rapidità nel magico mondo delle compravendite, dei prestiti con obbligo o diritto, delle plusvalenze che le minus non puoi permettertele, manco fossero una sorta di virus sconosciuto. Oddio, per quel poco che comprendo di economia, qualche piccola minusvalenza i nerazzurri potrebbero anche piazzarla pur di liberarsi di qualche esubero non in linea con i futuri programmi tecnici e societari: così, a spanne dico. Poi, inutile non stare a raccontarcela, ormai il calcio è diventato uno sport per commercialisti o abili conoscitori di economia. E, purtroppo, il discorso io sono un tifoso e a me frega zero dell’economia, voglio una squadra forte e se c’era tizio o caio la squadra forte ce l’avevamo, non vale. Piacerebbe anche a me poter strappare un assegnone e portare in nerazzurro il Kylian di turno. Ma non si può fare. E non perché Suning non ha soldi eccetera eccetera: è che ci sono delle regole, magari potremmo discutere la loro valenza per alcuni club e per altri un filo meno, all’apparenza: e le regole si rispettano. Non le rispetti? Non puoi iscriverti ai tornei continentali, per esempio. Se non rientri nei parametri stai fuori. Così è, senza stare troppo a lamentarsi.

Oggi l’Inter ha un problema relativo in porta: il nuovo titolare è stato inquadrato da tempo e tutti conosciamo il suo nome. Alla fine, a meno di sorprese francamente non prevedibili, Sommer sarà presto a disposizione di Simone Inzaghi. Casomai mi preoccupa la mancanza di un difensore, continuo a pensare che esserci liberati con eccessiva rapidità di Danilone sia stata scelta frettolosa e, soprattutto, mi dà da pensare l’assenza della terza punta, all’occorrenza seconda se non prima. La nuova coppia Lautaro-Thuram (rammento sommessamente che il ragazzo francese, senza calci di rigore, sarebbe stato capocannoniere della scorsa Bundesliga, almeno così mi sembra di ricordare) la trovo ben congeniata, Correa tecnicamente non lo discuto, come si fa a discuterlo. Poi però, in pratica, quanto puoi contare su di lui nell’arco di una stagione?
 

Fortissimo ma delicato fisicamente, un po’ come Sensi: sublime nel tocco di palla, troppo spesso alle prese con l’infermeria. Ecco, forse – facciamo senza forse – manca un vero sostituto di Dzeko, un uomo capace di cucire la squadra e, contemporaneamente, timbrare il cartellino sotto porta con una certa regolarità. Quindi sì, a oggi manca qualcosa all’interno di una squadra che, un mese e mezzo fa, ha raggiunto la finale di Champions. Il tempo c’è, la volontà della dirigenza pure. E del tecnico, stavolta, mi fido assai.

Pazienza, ci vuole un filo di pazienza, senza strapparsi le vesti: o, almeno, non ancora.

Alla prossima, avanti l’Effecì.