L’Inter è più debole, l’Inter è più forte

L’Inter è più debole, l’Inter è più forteTUTTOmercatoWEB.com
giovedì 30 giugno 2022, 21:16Editoriale
di Lapo De Carlo

Con l’arrivo di Lukaku gli occhi dei tifosi sono tornati a luccicare, sognando un’altra stagione ai vertici come le ultime tre, a prescindere da come sono terminate.
Il calciomercato però è una canaglia che illude, uno strillone che ti invoglia ad acquistare il titolo e ad entusiasmarti per la carta che mette sul tavolo.
Le cose non stanno sempre come sembrano, nel bene e nel male. La scorsa annata l’Inter era stata depauperata di classe, forza e personalità perdendo assi come Lukaku, Hakimi, Eriksen e Conte.
Gli arrivi del vecchio Dzeko, Correa, Calhanoglu, Di Marco e Dumfries non sembravano sufficienti a rendere la squadra ugualmente forte ma i fatti dicono che l’Inter ha giocato meglio per larghi tratti della stagione, conquistato due trofei, passato i gironi di Champions e giocando un ottavo con il Liverpool ad alto livello.
Il secondo posto in Campionato ha appannato il valore del percorso e persino messo in discussione le qualità del tecnico. In tanti infatti sostengono che quest’anno Inzaghi deve vincere o rischia di non essere confermato. E’ un azzardo ma all’Inter queste cose nella storia sono accadute.

La verità delle cose dice che per il quarto anno consecutivo il club avrà la possibilità di lottare stabilmente per lo scudetto, nonostante l’esigenza davvero insopportabile di dover vendere almeno un totem della squadra a stagione.
L’imminenza della cessione di Skriniar è una goccia di veleno al giorno, le notizie di un Paris St Germain pronto ad assestare il colpo con il rialzo definitivo dell’offerta è come un coltello nel costato che si rigira. Vale la pena ribadire che tra tutti i giocatori che potevano essere ceduti lui è il più sbagliato. C’è chi riteneva più intoccabili Bastoni, Lautaro o Barella ma io dico Skriniar perché ha qualcosa di interista che gli altri ancora non hanno. La personalità e il rendimento senza mai un cedimento lo rendono insostituibile anche nello spogliatoio e senza di lui l’Inter diventerà più debole in difesa ma soprattutto dentro e fuori dal campo.
Il presupposto dell’indebolimento e il rafforzamento parte da questo assunto: senza Skriniar chiunque arrivi sarà meno forte in marcatura ma sarà tutto il reparto a soffrire, perché cambiare tre giocatori su quattro, a prescindere dalla forza individuale, fa perdere certezze e necessita di lavoro, tempo e automatismi.
Onana non è nemmeno sicuro del posto da titolare con Handanovic, che se la vuol giocare, Bastoni dovrebbe essere l’unico a restare, De Vrij resta incerto, Milenkovic e Bremer vengono sbandierati come cosa fatta ma non è così, altrimenti oggi parleremmo di visite mediche e presentazione ad un passo.
L’altro elemento di indebolimento è rappresentato dalla partenza di Perisic, il miglior giocatore del 2021/22 il cui posto verrà preso da Gosens, il quale non gioca 90 minuti filati da inizio settembre del 2021 ed è comunque un giocatore diverso, per intenderci meno portato a superare l’uomo e più agli inserimenti.
Senza Perisic mancano quasi del tutto giocatori che saltano l’uomo. Il dribbling sembra vietato da tempo all’Inter e a ribadirlo impietosamente sono le statistiche degli ultimi tre anni.

L’Inter è invece più forte in attacco, anche rimanendo così, con la coppia Lukaku - Lautaro e Dzeko, Correa pronti a subentrare. E’ più forte in panchina laddove Asllani e Mkhitaryan sono alternative migliori di Vecino e Vidal, mentre Bellanova è una scommessa che può dare corsa ed entusiasmo.
E’ più forte anche nel tecnico, perché Inzaghi è al secondo anno in nerazzurro e ne può giovare in termini di esperienza e attitudine. In alcune occasioni era parso aver smarrito la lucidità e ha senz’altro sbagliato qualcosa in alcune partite chiave, come nel derby o con la Fiorentina, non considerando quello che avrebbe detto Calhanoglu nell’intervista incriminata. Oggi Inzaghi può trarre beneficio da una macchina che conosce meglio.
E’ infine più forte nella consapevolezza perché la scorsa estate i giocatori hanno iniziato tra mille stravolgimenti, colpi di scena e rivoluzioni, mentre quest’anno la pianificazione sta permettendo di avere un calciomercato più lucido, un ambiente decisamente più sereno che nessuno (Perisic a parte) vuole lasciare.
L’Inter insomma è più debole in alcune parti e più forte in altre. Il mercato non è ancora terminato ma anche le idee chiare dei dirigenti sono un grande punto di forza.
Amala