Con un piede e mezzo in zona Champions. Testa a martedì

Con un piede e mezzo in zona Champions. Testa a martedìTUTTOmercatoWEB.com
domenica 14 maggio 2023, 17:49Editoriale
di Gabriele Borzillo

È l’Inter meno bella quella vista ieri sera al Meazza. L’Inter sparagnina, un po’ operaia, poco illuminata ma con la voglia di portarsi a casa la vittoria: perché vincere col Sassuolo, visti soprattutto i risultati delle dirette concorrenti, significava mettere un piede e mezzo nella zona nobile della classifica, allontanando scomode antagoniste sia a livello di punti, sia a livello di testa. Mancano tregiornatetre, duecentosettanta minuti, un ultimo, piccolo sforzo per centrare l'obiettivo che, solo un mese fa, giorno più giorno meno, sembrava una chimera. Bravi i ragazzi a crederci, bravo Simone a portare la squadra in condizione ottimale nel momento decisivo della stagione. Intendiamoci, la pratica non è chiusa ma, sarò franco (cit.), solo un suicidio calcistico potrebbe cambiare le nostre sorti nel torneo indigeno. Vero, il calendario non ci aiuta: Napoli, Atalanta e chiusura a Torino sponda granata. Vero, tutte partite complesse, con la finale di coppa Italia a fare da intermezzo tra Napoli e Atalanta. Niente da dire, un bel menù, ricco e saporito.

In tutto questo, nella lotta per un posto al sole, si colloca l’avvenimento settimanale. Il ritorno di Champions con i cugini rossoneri, domati nel primo tempo della sfida, non lascia tranquilli i cuori nerazzurri: non può lasciarli tranquilli, sarebbe contrario a ogni principio che domina la mente del tifoso interista. Altri vivrebbero notti serene: noi no, noi siamo differenti perfino nell’ansia. Nulla è dato per scontato, siamo insindacabilmente condannati a conquistarci tutto lottando sul campo e non per grazia ricevuta. 

Il leitmotiv, attualmente, è quello di cercare in qualsiasi modo un appiglio a cui attaccarsi per rendere la partita di martedì ancora aperta: una sorta di remuntada in stile Barcellona, con molti amici e conoscenti intenti a raccontare per quali motivazioni potremmo venire battuti ed eliminati. Ecco, non date peso a tutto questo. Non date peso nemmeno a chi vive nella certezza che tanto siamo già in finale: non lo siamo, va ripetuto come un mantra. Se ad Appiano Gentile ci fosse ancora Helenio Herrera, sono convinto che il suo spirito segua le vicende pallonare interiste, avrebbe già intasato lo spogliatoio attaccando alle pareti frasi recuperate dai giornali, dichiarazioni spavalde, altrui, beninteso, e tutto quanto può provocare, nei calciatori, la voglia di reagire sul campo, dimostrare a tutti di che pasta sono fatti. 

L’Inter di coppa, quella che ho visto steccare solo alla prima uscita contro un Bayern allora di due gradini superiore, non mi mette ansia. È una squadra cresciuta nei mesi e temprata da una serie di disavventure in campionato e risultati tremendi, a volte frutto di pessime interpretazioni, altre dettate dall’imponderabilità del pallone: il cross sbagliato all’ultimo minuto, i trenta tiri a due che però alla fine perdi tu, i palloni ciccati a porta vuota. La sfiga, in sostanza, che nel calcio esiste, porca zozza se esiste.

Le scelte di Inzaghi non le commento più: ormai le sta azzeccando tutte e i suoi uomini lo seguono fedelmente fidandosi come farebbe un equipaggio col suo capitano in mezzo a una tempesta. Nervi saldi, testa sgombra, coraggio: se saremo questi, ce la giocheremo alla grande.

Avanti l’Effecì.

Alla prossima.