Mirabelli: "Calhanoglu? Non ha tradito il Milan, i rossoneri dovevano lottare per tenerlo. Bravo Ausilio"
Hakan Calhanoglu sta facendo le fortune dell'Inter, mentre chi ce l'aveva prima e se l'è lasciato sfuggire a parametro zero si starà mangiando le mani. Massimiliano Mirabelli, ex ds del Milan, è stato intervistato da Tuttosport per parlare dell'acquisto del centrocampista turco dal Bayer Leverkusen: "La gente mi prese quasi per pazzo. In Germania lo conoscevano tutti. Qui si diceva: 'Calhanoglu chi?' E si andava su internet per scoprire chi fosse. Poi, quando le persone leggevano che fosse fermo da otto mesi - a causa di una squalifica per aver firmato un doppio contratto - iniziarono a criticare il suo arrivo. Molti non erano contenti. Provi a immaginare, cosa volesse dire per me, presentarsi al Milan portando questo tipo di profilo. Oggi è troppo facile parlare di Calha. Ai tempi si fidi, non era così".
Quando nel 2015 era responsabile dello scouting dell'Inter, Mirabelli provò già a portarlo in nerazzurro: "Serviva un po’ di coraggio per prendere Calhanoglu dopo che era rimasto fermo otto mesi. Io ero certo di quello che avevo visto e per questo fui ben contento di portarlo al Milan. Ausilio comunque lo conosceva bene. E poi è stato bravo a prenderlo a zero".
Sull'ipotetico voltafaccia con firma all'Inter a parametro zero per soli 500 mila euro in più: "La verità è un’altra. Cioè che qualcuno voleva cancellare il lavoro che era stato fatto. Il Milan doveva lottare per tenerlo, non lasciarlo andare via gratis come successo poi anche con Donnarumma e Kessie. I tifosi al Milan lo ammiravano. Oggi pensano che abbia tradito i rossoneri, ma non è così. È il Milan che non ha voluto trattenere Calhanoglu, non Calhanoglu che se n’è voluto andare via dal Milan".

