Juve, sei poca cosa rispetto all'Inter: ti manca ancora Marotta

Juve, sei poca cosa rispetto all'Inter: ti manca ancora MarottaTUTTOmercatoWEB.com
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domenica 6 novembre 2022, 18:00Primo piano
di L Interista

di Giulio Peroni

Partenza flop. Infortuni a catena. E ora segnali di ripresa. Quale Juve troverà' l'Inter domenica sera? La squadra di Max Allegri e' tornata credibile ed efficiente solo in campionato. Lo dicono le tre vittorie di fila, le magie dei singoli, non l’innalzamento qualitativo del gioco. Che tuttavia resta ancora un principio teorico, una bozza di idea. La Signora oggi è ancora poca cosa rispetto ai nerazzurri. Sui contenuti, nel rapporto tra se' e l'avversario, nella base esistenziale. Sebbene le due sfidanti siano distanziate solo due lunghezze. E la difesa bianconera, a ben veder, abbia incassato solo 7 reti rispetto alle 17 dei nerazzurri (25/18 il rapporto goal realizzati a favore del Biscione). I numeri dicono tanto, ma non offrono panoramica. E nemmeno prospettiva. Il declassamento europeo della Juve è un indicatore.

L’Inter uscita dalla crisi ha svoltato sulla compattezza del gruppo, sull’unità di intenti. Ha un obiettivo calibrato sulla propria forza. La squadra di Torino invece non ha ancora peso specifico identitario, è una convalescente in via di guarigione. Con una infermeria da numeri record (12 infortuni), tanti campioni in stato confusionale (Vlahovic, Bonucci, Cuadrado), un allenatore non abituato a (ri)partire dall'indefinito. Ed una dirigenza in pieno caos plusvalenze, che sul piano organizzativo soffre ancora l'addio di Beppe Marotta.

La Juve, ultimamente schierata con modulo 4-4-1-1, ha proposto un collettivo ancora timido, poco autorevole. Barricato sulla forza della propria difesa. Fino al derby era terz’ultima in serie A per minutaggio del possesso palla nella trequarti avversaria. Un vuoto creativo e di coraggio. Insomma, Inter favorita a priori nel derby d’Italia? Sarebbe un errore crederlo. Da sempre la sfida si gioca anche sul piano nervoso. Gli Allegri’s ritrovano diversi titolari (Danilo, Locatelli, Vlahovic, Bremer, forse Di Maria), Chiesa potrebbe giocare una fetta di gara. Ma è innanzitutto l’orgoglio covato nella polvere del cantiere Juve a dover preoccupare Inzaghi.

I bianconeri si giocano la faccia, lo slancio che potrebbe definitivamente allontanare la decadenza. Non sono sfiorati dai pericoli aggiuntivi che ha invece l’Inter, caricata di aspettative, obiettivi tangibili. Per i nerazzurri, ancora senza vittorie contro i competitors, la gara di Torino è un chilometro da aggiungere al proprio cammino. Per la Juve è la voglia matta di uno sgambetto.