Inter, c'è vita oltre Nico Paz. Due nomi che rappresentano una dichiarazione d'intenti
Nico Paz o nulla? Questo tipo di ragionamento non alberga nella mente dei dirigenti interisti, pur nell'enorme stima coltivata nei riguardi del calciatore argentino ad ogni livello della società meneghina. L'Inter, in sostanza, è già entrata nell'ottica di introdurre nella sua rosa un elemento "alla Nico Paz", anche se non coincidente nel concreto con il calciatore della Nazionale albiceleste.
Le parole di Cesc Fabregas sono chiare, ma a prescindere da esse il futuro del classe 2004 appariva già da tempo lontano da Milano. Anche se il nuovo tecnico del Real Madrid, José Mourinho, dovesse decidere di non puntare su di lui, il trasferimento all'Inter non sarebbe per nulla consequenziale. In quel caso, infatti, sarebbe il Como ad essere favorito rispetto alla possibilità di beneficiare della permanenza del crack di Santa Cruz de Tenerife per un'altra annata.
Tipologia 'paziana'. I profili
Archiviato il dossier legato a Nico Paz, resta l'intenzione di dotare la rosa nerazzurra di un profilo rientrante nella tipologia del centrocampista offensivo di fantasia, imprevedibilità ed estro. Come ricostruito dalla redazione de L'Interista, due nomi con cui poter provare a costruire la nuova Inter sono quelli di Bernardo Silva e Kerim Alajbegovic. Così diversi in termini di carta d'identità (classe 1994, il primo; classe 2007, il secondo), così vicini sul piano della capacità di arricchire la componente di qualità del reparto offensivo della propria squadra d'appartenenza. In entrambi i casi la concorrenza è elevata, anche se per ragioni diverse: il lusitano è un'occasione importante a parametro zero, mentre il bosniaco rappresenta un calciatore di grandissima potenzialità su cui molte big vorrebbero provare a mettere i propri artigli per raggiungere nuove vette in chiave futura.
Nonostante le difficoltà, connesse ad entrambi i capitoli di mercato, l'Inter continuerà a sondare il terreno per comprendere l'effettiva fattibilità di un'operazione volta a portare uno dei due a Milano. Affinché l'idea di consegnare a Chivu una pedina strategica, di cui necessita per rendere realtà il proposito del passaggio al 3-4-2-1 (eventualmente anche solo a partita in corso), non si configuri come mera utopia.

