Il pagellone di Mkhitaryan: è l'uomo dei derby. Rinnovo stra-meritato
Sgombriamo subito il campo da equivoci: non c'è rinnovo più meritato, nel lotto che i dirigenti dell'Inter stanno maneggiando con tanto profitto, di quello di Henrikh Mkhitaryan. L'effetto sorpresa è ormai svanito: un anno e mezzo fa, al suo arrivo, ci si aspettava che l'armeno dovesse vestire i panni del comprimario d'esperienza. La classica occasione a zero colta per convenienza economica, ancor prima che tecnica. E invece Inzaghi ne ha fatto l'anima della sua squadra: a gennaio gli anni saranno 35, ma Miki lì in mezzo è intoccabile.
La mezzala ideale per Inzaghi
I passaggi a vuoto in questo 2023 si contano sulle dita di una mano. Mkhitaryan è in primo luogo una formidabile arma tattica: di qui la riluttanza di Inzaghi a privarsene anche quando il contachilometri suggerirebbe uno stop. Ne ha saltate pochissime, negli ultimi dodici mesi. E quando l'ha fatto la sua assenza s'è avvertita. Per intelligenza tattica - sublime - e caratteristiche è la mezzala ideale nell'intelaiatura tattica costruita da Simone: codifica i momenti della partita, è prezioso nel lavoro che svolge nelle due fasi ed è efficacissimo sia in rifinitura che in fase conclusiva.
Micidiale nei derby
Ecco, ripartiamo dall'ultimo punto: Miki è l'uomo per eccellenza al servizio della squadra, ma quest'anno è riuscito a togliersi tante soddisfazioni anche a livello personale. Intanto quando vede rossonero si scatena: fu lui a chiudere l'euroderby d'andata, nel 5-1 di metà settembre ne ha fatti addirittura due. Non è un dettaglio, se giochi nell'Inter. In questo campionato ha moltiplicato le proprie virtù da assistman: sono già cinque, più del doppio di quelli accumulati in tutto quello scorso. Come il buon vino: più invecchia, più diventa buono.
Voto 7,5

