Giacomo Raspadori: storia di un predestinato con l'Inter scritta nel futuro
C'è un prima e un dopo, nella carriera di Giacomo Raspadori, un prima fatto di promesse, di belle speranze, di un futuro radioso. Poi c'è un dopo: c'è la concretezza, la consapevolezza di essere giocatore vero, di poter incidere, adesso, oggi, così tanto che Roberto Mancini decide di portarti a giocare gli Europei, cosa che se glielo avessero detto un anno fa... Quel momento di cambiamento, di metamorfosi, avviene a San Siro, è il 21 aprile del 2021 e da subentrato, Giacomo Raspadari stravolge il match, il Sassuolo è sotto contro il Milan, ma Jack decide che è il momento della svolta, doppietta rifilata a Donnarumma e tre punti ai neroverdi. Ma soprattutto la certezza per tutti gli addetti ai lavori che le belle promesse, che le speranze per il futuro, sono già una realtà, Raspadori è il presente, ed è normale che le grandi del campionato inizino a prendere informazioni.
Nato a Bentivoglio, in provincia di Bologna, il 18 febbraio 2000, dai 9 anni è legato ai colori neroverdi del Sassuolo, nelle ultime due stagioni protagonista in Serie A, con la soddisfazione di indossare la fascia da capitano a soli 21 anni nella gara contro la Roma, dimostrazione che oltre la tecnica, la progressione, c'è anche la personalità e il carisma da leader. Allora è normale che l'Inter, in un momento in cui puntare sui giovani è fondamentale, gli abbia messo gli occhi addosso, quest'anno molto difficile, ma dal 2022, chissà, Giacomo potrebbe vestire il nerazzurro del suo idolo, quel Samuel Eto'o che a San Siro ha fatto la storia. C'è un prima e un dopo per Giacomo Raspadori, e forse il Meazza è il trait d'union della sua carriera, e quel 21 aprile potrebbe essere l'inizio di un qualcosa che, in qualche modo, l'abbia già legato al mondo nerazzurro.

