ESCLUSIVA - Mpasinkatu: "Ogni Scudetto ha il suo King. È Lukaku, ci ha reso orgogliosi"

ESCLUSIVA - Mpasinkatu: "Ogni Scudetto ha il suo King. È Lukaku, ci ha reso orgogliosi"TUTTOmercatoWEB.com
lunedì 3 maggio 2021, 14:54Primo piano
di Andrea Losapio

“Ogni Scudetto ha il suo king, quello che più di ogni altro ha fatto qualcosa in più. Questa volta è Lukaku il vero trascinatore di quest’Inter”. Malù Mpasinkatu, direttore sportivo ex Rieti (ed ex Nazionale del Congo) e volto televisivo a livello Nazionale, parla del centravanti nerazzurro come il principale artefice del trofeo appena vinto. “Quando è arrivato, con la partenza di Icardi, per quello che ha fatto negli anni con l’Inter non tutti pensavano che due anni dopo riuscisse a portare l’Inter alla vittoria dello Scudetto. È cresciuto tantissimo con Conte, lo ha responsabilizzato dandogli maggior visibilità. Quello che lui rappresentava in Nazionale non lo era nei club, non era imprescindibile. Lo è diventato con Conte, poi c’è empatia bellissima fra lui e i tifosi, non era facile far dimenticare i gol di Icardi. Lui essendo più uomo squadra, altruista, il tifoso lo ha riconosciuto subito. È nata questa simbiosi. Aveva solo in testa l’Inter, c’era la Juventus di mezzo, ha dimostrato tutto il suo attaccamento alla maglia. Stamattina ho avuto modo di parlare con altri congolesi d’origine, che non tifano necessariamente Inter, che sono orgogliosi. Uno degli artefici è proprio di origine del Congo, anche se belga di passaporto e nascita. È una gioia immensa, se ne parla figlio di quella terra”.

Cosa faresti per migliorare questa squadra? “È forte, Conte a mio avviso sa benissimo che il suo curriculum è macchiato che nelle coppe non ha fatto benissimo, dati alla mano. In cuor suo vuole vincere anche la Champions, bisognerà però alzare l’asticella. Rinforzarsi in tutti e tre i reparti: un altro difensore che possa completare la rosa, un centrocampista perché qualche parte ci sarà. Anche in attacco perché ogni tanto la LuLa ha bisogno di avere una boccata di ossigeno e ci dev’essere un giocatore di pari livello per sopperire quando la coppia non gioca. Interverrei in ogni reparto”.

Chi è stato fondamentale? “Faccio i complimenti a Marotta e Ausilio. Racconto poi un aneddoto: sono molto legato alla famiglia di Conte, nel 2007 quando ero il direttore sportivo della Nazionale del Congo gli avevo proposto la Nazionale, avevo già capito come fosse un allenatore vincente. Si vedeva che era un predestinato”.