Dimarco: "Questa stagione ripara le ferite. Premio Mvp? Lo dedico a chi diceva che ero finito"

Dimarco: "Questa stagione ripara le ferite. Premio Mvp? Lo dedico a chi diceva che ero finito"TUTTOmercatoWEB.com
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di Marco Lavatelli

Federico Dimarco è stato intervistato da Sky per celebrare la sua stagione da record, con 18 assist in campionato oltre a Scudetto e Coppa Italia: "La famiglia fa parte del percorso di ogni giocatore, è la parte più importante perché non c'è solo il campo. E poi, come ho già detto qualche settimana fa, mi piacerebbe dedicare il premio di Mvp a quelle persone che alla fine dell'anno scorso dicevano che ero un giocatore finito: dicevano che dovevo essere venduto, che duravo 35 minuti, che non sapevo difendere. Cose che al momento, quando le leggi, fanno male. Però quello che posso dire è che quando entro in campo con questa maglia do sempre più del cento per cento. A volte succede che non fai le prestazioni che vorresti fare".

Questa vittoria chiude anche le ferite della stagione scorsa: la finale di Champions persa, il campionato sfumato praticamente all'ultima giornata?

"Non le cancella, però cerca di ripararle. Perdere la finale di Champions e poi vivere quella stagione lì, arrivando fino all'ultima giornata a giocarsi il titolo e uscendo in semifinale di Coppa Italia, non è stato facile. Ti lascia degli strascichi incredibili. Durante la stagione, alla prima difficoltà, tornano in mente quei momenti. Però questo è stato l'anno della ripartenza. Il gruppo è riuscito a tirare fuori qualcosa di incredibile e il mister è stato importante e una parte fondamentale, soprattutto all'inizio, quando ci ha tirato su di morale".

Come ha fatto Chivu a far scattare quella molla in voi?

"Le parole che mi ha detto preferisco tenermele per me. Però già al Mondiale per Club in negli Usa mi ha detto subito delle cose forti, perché sapeva che in quel momento avevo bisogno di ritrovare la fiducia che avevo perso. Piano piano, con il lavoro e con quelle parole, sono riuscito a riacquistarla e a fare questa stagione".

18 assist: record assoluto nella storia della Serie A. Come si convive con un primato del genere?

"Onestamente, durante l'anno, quando mi facevano certe domande sugli assist, rispondevo sempre che l'obiettivo era che portassero a vincere il campionato e la Coppa Italia. Forse non me li sono goduti appieno sul momento. Adesso, a stagione finita, dico a bocce ferme che fa molto piacere. Ma come dico sempre: fare il passaggio è una cosa, il gol si divide a metà. Bisogna avere chi la butta dentro, e io ho la fortuna di avere attaccanti e centrocampisti che sbagliano poco".

Hai detto che per prepararti a questa stagione hai avuto bisogno di isolarti la scorsa estate. Cosa hai fatto e perché?

"La stagione precedente era stata frustrante, non aver vinto nulla. Da quando sono tornato all'Inter avevamo avuto una media di due trofei all'anno, e quell'anno zero. Mia moglie me lo ha detto chiaramente: stavo sbragando, ci pensavo troppo. Da quando mi sono isolato ho azzerato tutto, ho pensato a cosa avevo sbagliato e cosa potevo fare meglio. Il mio preparatore Andrea mi ripete sempre che ogni anno si riparte da zero: bene o male che tu abbia fatto, bisogna ripartire perché inizia una nuova stagione con nuovi obiettivi. Non è facile da imparare, però mi è servito tantissimo".

Quanto è importante avere in squadra ragazzi cresciuti all'Inter come Pio Esposito?

"Ognuno se la deve vivere a modo suo, perché tornare è bello ma per restare all'Inter devi stare sempre a un livello altissimo, e non è facile. Sono contentissimo per Pio, gli voglio un bene enorme. Ha già dimostrato il suo valore e può fare ancora meglio, diventerà un attaccante fortissimo. E spero che l'anno prossimo torni anche Ale Stankovic: l'ho preso che aveva 17 anni, lo portavo io agli allenamenti come un fratellino. Ha delle potenzialità importanti".

Guardando al futuro: dopo due finali di Champions negli ultimi quattro anni, quanto ti sta quella coppa?

"Aver fatto due finali di Champions negli ultimi quattro anni è già qualcosa di straordinario, non è da tutti. Sono orgoglioso di giocare con questi compagni in questa squadra. Non sono uno che fa promesse, non dico che l'anno prossimo vinceremo la Champions, però posso promettere che faremo di tutto per andare più avanti possibile".

Con tutto il rispetto, vista l'esultanza di Bologna: è questo il momento più bello della tua vita?

"Sì. Abbiamo vinto due trofei importanti, ho vinto l'MVP e io e mia moglie aspettiamo il terzo bambino. Siamo felicissimi".