Da un inizio promettente a un problema reiterato. Cosa manca a Bonny per essere grande
L'Inter ha perso l'occasione di riportarsi momentaneamente a +10 sul Milan, secondo nella classifica della Serie A, a causa del pareggio casalingo contro l'Atalanta maturato con il punteggio di 1-1. Un risultato frutto di errori arbitrali - di cui il più evidente è rappresentato dal contatto da calcio di rigore di Giacomo Scalvini su Davide Frattesi non sanzionato dall'arbitro - ma anche di scelte sbagliate dei calciatori in campo tra le fila della compagine meneghina.
Un esempio, in tal senso, è dato dal caso di Ange-Yoan Bonny, subentrato a Francesco Pio Esposito al 65' per dare nuova linfa al reparto avanzato dei nerazzurri. Il risultato è stato, invece, differente rispetto alle aspettative: nonostante qualche tentativo di dribbling e superiorità numerica creata, il calciatore francese non si è mostrato in grado di incidere con efficacia in zona offensiva. Con l'episodio della percussione in area, superando svariati uomini prima di essere bloccato proprio mentre si trovava in posizione favorevole per calciare, che certifica un "vorrei, ma non posso" che sta diventando sempre più la nota caratteristica del suo stare in campo.
Sbloccarsi è l'imperativo
Il problema principale di Bonny è la poca freddezza sotto porta: un difetto che si associa tradizionalmente al suo profilo, rappresentando ciò che gli manca per poter banchettare con i grandi attaccanti a livello internazionale. Risolvere questo nodo significherebbe effettuare uno step importante nel proprio percorso di crescita, conferendo all'Inter stessa credenziali rinnovate in vista delle competizioni in cui aspira ad essere una massima protagonista.
Testata giornalistica Aut.Trib.di Milano n.160 del 27/07/2021
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