Serena: "Impensabile lasciar partire Lautaro adesso. Thuram dev'essere stimolato"
L'Inter e una produzione offensiva già in linea con quella poderosa della scorsa stagione. Il 4-1 al Monza, nella prima gara di questa Serie A, ha dato una prima idea dell'intatta inclinazione offensiva della squadra nerazzurra e di quanto sia variegata la natura di chi può andare in gol (due centrocampisti, un attaccante e un difensore). A parlare di questo tema, e non solo, è l'ex attaccante nerazzurro Aldo Serena in un'intervista rilasciata al Corriere dello Sport. Di seguito le sue parole.
Alla guida ci sarà ancora capitan Lautaro, che Marotta intanto ha tolto dal mercato.
«È tornato dal Mondiale con ancora più capacità di leadership. Il prossimo anno magari può accadere di tutto, nel calcio le cose cambiano velocemente, ma adesso sarebbe stato impensabile lasciarlo partire. Lui comunque è un capitano vero, ci mette la faccia, in campo e fuori. Fa le cose giuste. L’Inter ha avuto nel passato un esempio come Icardi, che era un centravanti forte, ma che non era un capitano con carisma e personalità».
Al suo fianco nella formazione tipo c'è ancora Thuram.
«È indispensabile per le notti europee dell’Inter, l’unico con la capacità di andarsene in solitudine nelle difese di alto profilo. Anche Bonny può farlo, ma ha una caratura come giocatore nettamente diversa. Thuram ha bisogno di essere stimolato e al top della condizione per fare la differenza nelle partite che contano. In maglia nerazzurra ha vissuto momenti straordinari, in altri invece si è un po’ incartato nei suoi malumori. Deve cercare la massima continuità».
In lista ci sarebbe spazio per una quinta punta.
«La rosa è varia, anche nelle qualità dei centrocampisti e degli esterni. Nel calcio moderno però, giocando ogni tre giorni, abbiamo visto come gli infortuni siano sempre dietro l’angolo. Potrebbe starci un attaccante con caratteristiche che magari non sono prioritarie negli altri che ci sono già, come ad esempio saltare l'uomo».
Chivu ha portato un calcio ancora più offensivo di Inzaghi.
«La sua idea di gioco lo avrebbe portato verso una difesa a quattro, e magari ci arriverà, però è stato intelligente a mantenere l’impianto di gioco cercando di personalizzarlo. Ha voluto un pressing molto più alto e chiede di essere più verticali. E stato molto scaltro ed esperto a proporsi in questo modo».
Pio Esposito può addirittura insidiare la titolarità?
«Si sta integrando con il gioco della squadra, non solo come finalizzatore. Può fare da “testa di ponte”, sulla quale poi costruire. Chivu potrà scegliere in relazione agli avversari e alla tipologia di gioco che vorrà fare ogni volta, ma ci sono partite in cui Thuram sarà indispensabile».

