L'Inter ha perso le sue certezze in attacco: Esposito non basta, Thuram e Bonny non incidono più
Nella prima parte di stagione, una delle qualità migliori dell'Inter di Cristian Chivu era data soprattutto dal rendimento degli attaccanti. Lo scorso anno, infatti, oltre alla solita Thu-La, dalla panchina si alzavano i vari Arnautovic, Taremi e addirittura Correa, alternative che poche volte erano riuscite ad incidere. Un difetto che l'Inter sembrava aver risolto con la fiducia data a Pio Esposito e con l'investimento per portare Bonny dal Parma. I risultati fino a fine 2025 erano stati sorprendenti: sia Pio che Bonny, quando chiamati in causa, spesso da subentranti, hanno sempre rappresentato una risorsa importante per Chivu, risolvendo spesso alcune partite importanti.
Siamo a fine marzo, e l'unica certezza offensiva di questa Inter sembra orma diventata Pio Esposito. Perché oltre ad un Bonny che quando entra non riesce più ad essere un fattore come ad inizio stagione, c'è da fare i conti con la spaventosa involuzione avuta da Thuram, sempre più il lontanissimo parente di quello che nelle sue prime annate nerazzurre appariva spesso devastante. Al tutto va aggiunto l'infortunio di Lautaro Martinez, comunque anche lui finito nel mirino della critica per un rendimento sottotono, soprattutto nelle gare più pesanti. Anche a Firenze, Pio è stata l'unica luce, Thuram è apparso ancora un fantasma, mentre Bonny, al netto di qualche giocata tentata, non punge più come prima. Se ad inizio stagione la media gol degli attaccanti dell'Inter faceva dormire sonni tranquilli a Chivu, ora un po' di preoccupazione per il rush finale rischia di diventare legittima.
Testata giornalistica Aut.Trib.di Milano n.160 del 27/07/2021
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