I dirigenti di Palestra raccontano il talento che piace all'Inter: "Qualità evidenti già da bambino"

I dirigenti di Palestra raccontano il talento che piace all'Inter: "Qualità evidenti già da bambino"TUTTOmercatoWEB.com
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Oggi alle 11:30News
di Alessandra Stefanelli

Il racconto di tecnici e dirigenti ripercorre la crescita di Marco Palestra tra Accademia Inter e Assago, prima del passaggio all’Atalanta. Ne emerge il profilo di un giocatore già molto riconoscibile per qualità fisiche e tecniche fin da bambino.

Silvano Leardini, vicepresidente Assago: “Palestra ci ha chiesto un cimelio”

"L'anno scorso è venuto da noi, si è allenato in questo campo con un preparatore e poi ha chiesto la sua vecchia maglia col numero 2. Quella che ha vestito per 4anni qui da noi. La sua corsa era già impressionante come si vede oggi. Quando ha campo lui parte e dribbla. Era evidente già all'epoca. Lanciava la palla lunga e saltava l'uomo passandogli accanto: il biglietto da visita che ha mostrato a mezza Serie A durante l'anno. Marco era un bambino e si divertiva così, giocando tornei estivi e dribblando coetanei".

Matteo Borgese, allenatore Accademia Inter: “L’Inter seguiva Palestra già ai tempi”

"Amava l'uno contro uno. Ai tempi anche l'Inter lo seguiva. Poi un pomeriggio il papà mi parlò dell'Atalanta: andarono dritti sul ragazzo e lo presero".

Enzo Tridico, direttore generale Accademia Inter: “Palestra è il futuro della Nazionale”

"Nel 2014 l'Atalanta prese lui e Giovanni Bonfanti. Non sono mai andati in prova. L'hanno visionato durante le partitelle, i tornei e cose così. Borghese mi ha sempre parlato di questa falcata. Marco era un cavallo già a sette-otto anni, spiccava per qualità fisiche. E poi era tranquillo, uno che voleva lavorare. Palestra è il futuro della Nazionale, sono fiero del suo percorso".

Tridico aggiunge anche un ricordo più ampio del vivaio:
"Mi piacerebbe mettere dei quadretti con le foto di ognuno di loro".

E cita alcuni dei talenti passati dalla struttura:
"all’Accademia siano passati anche Zappa, Filip e Aleksandar Stankovic e Rovella".