Capello sottolinea: "Retegui e Kean simili, Pio ha forza e gioco di testa. Chi farei giocare? Spiego"
Fabio Capello ha rilasciato un'intervista a TuttoSport in vista della finale dei playoff, per la qualificazione ai Mondiali del 2026, tra Bosnia e Italia. L'ex allenatore italiano ha innanzitutto concentrato la sua attenzione sui pregi e le mancanze osservate nella sfida vinta dagli azzurri contro l'Irlanda del Nord per 2-0: "Partendo dalle peggiori, direi i soliti difetti che troviamo molte volte nel calcio italiano: passaggi laterali, lentezza, poca verticalizzazione, poca personalità quando si ha la palla. Quanto agli aspetti positivi, la reazione è stata importante e mi è piaciuto anche l'inserimento di Pio Esposito che ha dato un certo equilibrio.
Davanti Retegui e Kean sono un po' troppo simili - aggiunge - Pio, invece, soprattutto nei momenti importanti, ha quella forza e quel gioco di testa che possono diventare fondamentali oltre a un'ottima visione di gioco".
Quindi, a parità di condizione, contro la Bosnia farebbe giocare Pio Esposito?
"Bisognerà vedere come Gattuso imposterà la partita. Da lì si capirà se sarà meglio inserirlo dall'inizio o in corsa. Retegui arriva da qualche settimana senza giocare e il ritmo arabo è un'altra cosa rispetto al nostro, alle volte la non attitudine la paghi".
Tra gli azzurri chi può essere il man of the match?
"Nessun man, ma un reparto. E come sempre il motore e le idee sono del centrocampo".
Testata giornalistica Aut.Trib.di Milano n.160 del 27/07/2021
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